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| Pianta e riassunto del percorso |
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Partenza: da Tossignano, qualche centinaia di metri oltre il centro del paese sempre sulla strada principale
Come arrivarci: da Bologna, percorrere la via Emilia in direzione Imola. Giunti a Imola, dopo due rotonde svoltare a destra in direzione Firenze (SP 610) fino a raggiungere Borgo Tossignano e qui svoltare a sinistra in direzione di Tossignano, Rocca di Tossignano
Difficoltà del percorso: ***
Tempo di percorrenza: circa 5 ore
Lunghezza del percorso: 6 km
Caratteristica: percorso ad anello
Dislivello: Da 270 a 475 m slm
Periodo consigliato: tutto l'anno, ma fare molta attenzione d'Inverno per il ghiaccio che si crea sotto lo strato gessoso
Aspetti da segnalare: paesaggistico (tipico paesaggio dei calanchi e dei gessi), naturalistico (flora e fauna dell'appennino bolognese), paleontologico e antropico
Consigli pratici: l ’unico rischio di questo percorso è il ghiaccio durante l'Inverno |
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| In breve: il percorso e le distanze |
| Percorso |
Distanza |
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Piazzale ghiaioso 100 m dopo il centro di Tossignano |
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Proseguire per il sentiero CAI 705 fino ad arrivare ad un primo bivio |
300 m |
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Svoltare a sinistra fino a raggiungere una sorta di scalinata e proseguire lungo il percorso fino a raggiungere la località la Sassetta |
1500 m |
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Da qui seguire il percorso verso sinistra fino alla vetta del monte Casino (294 m slm) |
1 km |
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Proseguire fino alla località Ca' Budrio |
1 km |
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Ai successivi bivii svoltare a sinistra fino a raggiungere prima la cava abbandonata e poi nuovamente l'inizio del sentiero |
2200 m |
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Piazzale ghiaioso 100 m dopo il centro di Tossignano |
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| Totale distanza percorsa |
6 km |
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| Focus on |
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La Rocca di Tossignano
Se fate questo itinerario visitate la Rocca di Tossignano, un antico fortino militare, di cui rimangono scarse vestigia, tra cui un breve cunicolo sotterraneo in cui sostavano le guardie di vedetta. L'aspetto geologico è tipico della Vena del Gesso, luccicante, lunare e selvaggio. Su questo terreno crescono piante che solitamente nascono in territori aridi, bruciati dal sole; ne è un esempio l'Elicrisio, che regala un intenso profumo di macchia mediterranea. |
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| Descrizione del percorso |
| Alle 8,15 ho lasciato la macchina in una piazzola ghiaiosa poco oltre il piccolo centro di Tossignano e ho cominciato il percorso CAI n. 705. Il primo tratto è in salita e, nonstante l'ora, il sole già si si fa sentire. Dopo 300 m il sentiero piega verso sinistra, a gomito invece si sale fino alla rocca di Tossignano, io proseguo verso una boscaglia in discesa. Il sentiero affianca la bancata gessosa della rocca. Ovunque si vedono blocchi di gesso cristallizzato (selenite). Al primo bivio svolto a destra e dopo 300 m circa compare una sorta di gradinata tra gli arbusti che prosegue fino a un frutteto ricolmo di piante; io percorro il lato sinistro e improvvisamente mi ritrovo dentro ad un fitto bosco dove riconosco l'olmo minore e l'acero campestre. Dopo qualche passo raggiungo un altro bivio e il sentiero creato con bastoni di legno mi suggerisce di svoltare a destra. Proseguo il mio cammino e finalmente giungo ai piedi della Riva di San Biagio. L'ambiente circostante propone tratti argillosi dentro una vegetazione ricchissima. Tra le innumerevoli specie di fiori riconosco la ginestra e la rosa canina. A un certo punto il sentiero si fa spinoso e più stretta un'altra cavedagna si inoltra verso un querceto; io proseguo diritto fino a che la strada non si fa più comoda e dove un profumo intenso mi inebria i sensi: è l'elicrisio, un fiore che nasce solitamente nelle terre mediterranee e nei territori gessosi come questo. Si passa da un ambiente ricco di verde a uno più arido e selvaggio; mi fermo un attimo per riposare e godere di un panorama stupendo: da qui si può osservare il monte Battaglia. Riprendo a camminare e la strada si fa ripida, sto raggiungento la vetta del monte Casino dove lo spettacolo geologico dei calanchi non rimane inosservato. Che visione! Non sembra di essere sul pianeta Terra! Immerso nei suoni della natura e stimolato da un tratto di discesa, mi dimentico della stanchezza e proseguo fra castagneti e querceti fino a Ca' Budrio, anche qui il belvedere non manca, il sentiero si allarga e vado verso sinistra sia al primo che al secondo bivio che incontro dove proseguo per una cavedagna che si estende di fianco a un campo coltivato. In questo tratto non è ben chiaro il percorso; fortunatamente vedo la spennellata rossa del CAI che mi fa da Virgilio. In alcuni punti noto delle orme di ungulato, probabilmente si tratta di un cinghiale, è emozionante sapere che non si è soli! Passato un rudere, proseguo per il sentiero principale che tra un campo coltivato, un bosco selvatico e un canneto, ridiscende ricco di profumi, colori e suoni. Passata una cava di gesso apparentemente abbandonata, proseguo sulla strada creata dalla cava e, dopo esserci passato paraticamente in mezzo, l'itinerario ritorna ad essere più floreale fino a raggiungere il bivio iniziale del percorso che mi porta all'entrata del sentiero. |
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| Bere e mangiar bene |
Trattoria La Rosa dei Venti
P.zza Andrea Costa, 5
Borgo Tossignano (BO)
Tel. +39 054291550
Chiuso il Mercoledì |
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| Nella graziosa piazzetta principale del borgo, fermatevi a mangiare alla trattoria "La Rosa dei Venti". Il menu è davvero originale e preparato tutto con ingredienti freschi del territorio. L'incredibile sete che avevo al ritorno della camminata mi ha portato soprattutto a bere, ma quello che ho mangiato era veramente ottimo. Si trattava di un piatto di tortelli con ripieno di castagne e di secondo una lombatina di maiale alla mela ranetta con patate primavera e finocchio gratinato, il tutto accompagnato da un ottimo Sangiovese. Per quanto e come si mangia il prezzo è più che onesto. |
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