|
| Pianta e riassunto del percorso |
|
Partenza: dalla chiesa di San Martino
Come arrivarci: da Bologna, prendere via Saragozza in direzione Casalecchio. Proseguire sempre dritto per via Porrettana. A un certo punto si nota sulla sinistra una strada in salita: è via Panoramica. Imboccarla; in cima c'è l'entrata del parco. Nei pressi ci si arriva comodamente anche con l'autobus numero 20
Difficoltà del percorso: variabile
Tempo di percorrenza: variabile
Lunghezza del percorso: variabile
Dislivello: variabile
Periodo consigliato: tutto l'anno
Aspetti da segnalare:
evitare i sentieri dopo che è piovuto |
|
|
|
| In breve: la passeggiata tipo |
| Percorso |
Distanza |
|
Chiesa di San Martino |
|
|
Proseguire per via Panoramica |
1 km |
|
Gazebo Ca' Bianca |
|
| Totale distanza percorsa |
1 km |
|
|
|
|
| Focus on |
 |
Il sito del parco
Chi volesse approfondire ulteriormente la conoscenza del parco della Chiusa può approfittare del sito che il comune di Casalecchio gli ha dedicato e che trovate all'indirizzo:
www.comune.casalecchio.bo.it/parco/
Tra le varie sezioni, particolarmente interessanti sono La storia, in cui viene raccontata la storia del parco nel corso dei secoli, Generalità, in cui sono tracciate le caratteristiche geomorfologiche e naturalistiche del parco, e Foto in cui, attraverso le immagini, potrete ammirare alcuni aspetti del parco in tutta la loro bellezza. Da non perdere (e per non perdersi :-) ) anche la mappa. |
|
|
|
 |
|
| Descrizione del percorso |
Oggi voglio parlare di uno dei parchi più frequentati dell'hinterland bolognese: il parco della Chiusa, meglio conosciuto dai bolognesi come parco Talon, in quanto sorge sugli antichi possedimenti dei marchesi Talon che qui fecero erigere le loro ville di campagna. Il nome attuale deriva dalla presenza al suo interno della Chiusa di Casalecchio, una monumentale opera idraulica, costruita nel 1360 e oggi completamente restaurata, il cui scopo, adesso come allora, è controllare il flusso delle acque del fiume Reno e incanalarle per i loro differenti utilizzi (principalmente irrigazione, produzione di energia e raccolta delle acque di scolo). La chiusa è stata fondamentale nel determinare il ruolo centrale che Bologna ha giocato per quasi quattrocento anni nella lavorazione della seta e ha inoltre fatto sì che la città non venisse mai allagata.
Dal punto di vista storico il parco è molto importante, oltre che per la chiusa e per i resti delle ville dei Talon, anche per la presenza di un'acquedotto romano. Ma è soprattutto in tema di natura e di paesaggi che dà il meglio di sé, regalando aspetti di una diversità sorprendente: si passa dal tipico paesaggio calanchivo, nella zona meridionale, agli affioramenti gessosi poco più a nord, dal bosco misto a prevalenza di roverella, che caratterizza il colle che si erge sopra la villa Talon, all'area agricola e al bosco golenale lungo il fiume Reno.
È forse questo, unito all'estrema vicinanza con la città (molti raggiungono il parco a piedi o in bici anche dal centro lungo la pista ciclabile e pedonabile che parte da via del Pratello), a far sì che ogni giorno, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi, il parco sia meta di centinaia di persone, che vengono qui per una passeggiata o un picnic o per cimentarsi nelle più disparate attività sportive.
Per chi ama passeggiare è veramente l'ideale in quanto presenta una varietà di sentieri pressoché infinita, per ogni esigenza: il percorso della passeggiata tipo parte dal cancello di fianco alla chiesa di San Martino e, dopo un breve tratto all'interno del parco, prosegue lungo la strada asfaltata fino al Gazebo Ca' Bianca, che viene raggiunto dopo una salita piuttosto impegnativa ma anche, per fortuna, molto corta, che parte all'altezza del bosco della vita. Ma, come dicevamo, non mancano certo le alternative: si può procedere in basso, nel bosco che costeggia il fiume Reno, o più in alto seguendo i vari sentieri che si snodano sui fianchi della collina. Vi consiglio, per esempio, di proseguire oltre il Gazebo Ca' Bianca. I più intraprendenti e allenati si possono poi cimentare nel famoso sentiero de' Bregoli, già descritto in un altro itinerario: dalla chiesa di San Martino si prende subito a sinistra (senza quindi entrare nel parco) e ci si inerpica sul colle fino a sbucare vicino alla chiesa di San Luca. La salita è veramente impegnativa ed è meglio non farla dopo che è piovuto.
A parte le passeggiate, i sentieri del parco sono molto adatti per la mountain bike e per la corsa. Per esempio, quando vengo qui a correre e ho tempo, di solito faccio questo percorso: seguo la strada asfaltata quindi, superato un casolare sulla destra, prendo, sempre sulla destra, una stradina in discesa che porta agli orti (è facilmente riconoscibile perché ci sono alcuni cartelli di divieto di accesso). Arrivato in fondo prendo a sinistra e proseguo all'interno del bosco fino ad arrivare al ponte sul Reno, sulla destra, che attraverso. Alla fine della stradina che prosegue dopo il ponte, svolto a sinistra. Ci si trova lungo una strada privata della ditta Sapaba che consiglio di fare soprattutto nei giorni festivi in quanto è chiusa al traffico. Proseguo quindi lungo questa strada fino a quando ho della birra in corpo e poi torno indietro. A volte (quando sono veramente in forma) arrivo fino allo stabilimento della Ciba che dista alcuni chilometri. Da qui si può anche procedere oltre in direzione Sasso Marconi.
Comunque sia, anche senza stare a fare delle maratone, il parco della Chiusa rappresenta veramente la soluzione ideale per chiunque voglia passare alcune ore all'aria aperta senza allontanarsi dalla città. |
|
|
|
| Bere e mangiar bene |
Trattoria Boni
Via Don Luigi Sturzo 22/CD
Bologna
Tel. +39 0516154337
www.trattoriaboni.it
Chiuso la domenica sera e il lunedì
Chiuso per ferie 10 giorni a gennaio e 1 settimana dopo ferragosto
Pranzo: 12.00-14.45 e
Cena: 19.30-22.30 |
|
| Se amate la cucina bolognese e il calore e l'atmosfera delle trattorie di una volta, Boni è il posto che fa per voi. In un ambiente familiare ma molto professionale, che la nuova generazione di Boni ha mantenuto volutamente nel solco della tradizione iniziata dalla capostite Nonna Irma, potrete gustare, tra le tante cose, bolliti misti con salse emiliane, cotolette alla bolognese,
frittate al balsamico, garganelli al balsamico, lasagne al forno, pappardelle ai
funghi, crepe flambé al gelato e frutta, stinchi di maiale al
forno, tagliatelle al ragù e, ovviamente, gli immancabili tortellini in brodo. Ah, se volete un'anteprima di tutte queste delizie e farvi venire l'acquolina in bocca andate sul sito del ristorante che vi mostra, attraverso alcuni video, tutte le specialità. |
|
|
|
 |