|
| Pianta e riassunto del percorso |
|
Partenza: Dal cimitero di Casaglia
Come arrivarci: da Bologna, percorrere via Porrettana (SS 64), passare Casalecchio di Reno e dopo 10 km si raggiunge Sasso Marconi, quindi proseguire per altri 10 km passando sotto a rupe e superando la frazione di Fontana, Marzabotto e Pian di Venola per poi svoltare a sinistra per Sperticano e seguire le indicazioni per Area del Memoriale e Casaglia, dopo 5 km di tornanti si incontra l'indicazione di Pace di Monte Sole. Poi svoltare a sinistra in via Casaglia fino al cimitero
Difficoltà del percorso: **
Tempo di percorrenza: circa 4 ore
Lunghezza del percorso: 7 km
Caratteristica: percorso ad anello
Dislivello: Da 383 a 668 m slm
Periodo consigliato: da Marzo a Novembre
Aspetti da segnalare: storico, floristico e faunistico
Consigli pratici: se avete timore di incontrare cinghiali, portatevi un bastone con cui fare rumore per farli allontanare |
|
|
|
| In breve: il percorso e le distanze |
| Percorso |
Distanza |
|
Cimitero di Casaglia |
|
|
Dalla Cima di Monte Sole proseguire a destra lungo il crinale (CAI 100) |
1 km |
|
Al bivio proseguire dritto |
800 m |
|
Al bivio seguire le indicazioni per San Mamante imboccando una strada a larga careggiatta, lasciando sulla sinistra il sentiero CAI 100 |
1200 m |
|
Tenere sempre la destra fino a raggiungere un nuova cavedagna a destra che lascia la strada principale. Qui riprende il sentiero CAI 100 |
1700 m |
|
Al monumento votivo svoltare a destra fiancheggiando un vigneto |
1 km |
|
All'altezza di Dizzola proseguire diritto |
800 m |
 |
Al bivio successivo voltare a destra e proseguire fino al cimitero di Casaglia |
500 m |
 |
Cimitero di Casaglia |
|
| Totale distanza percorsa |
7 km |
|
|
|
|
| Focus on |
 |
I ruderi di Casaglia
Se fate questo itinerario visitate la chiesa e i ruderi che si trovano in via di Casaglia. Si tratta di un luogo tristemente noto per gli eccidi compiuti dai nazifascisti. Qui, come è noto, passava la Linea Gotica e nel cimitero riposano le spoglie di Don Giuseppe Dossetti. Le rovine vengono ben conservate per mantenere intatto il ricordo. Questo luogo costituisce un patrimonio storico e naturalistico importantissimo ed essendo area di parco protetta è luogo molto frequentato dalla fauna selvatica. |
|
|
|
 |
|
| Descrizione del percorso |
| Alle 2 del pomeriggio ho lasciato la macchina di fianco al cimitero di Casaglia e ho imboccato il sentiero con indicazione Cima di Monte Sole. Orario sconsigliato, soprattutto perchè è Luglio, ma fortunatamente una spessa copertura nuvolosa mi copre dal sole. L'itinerario da subito si fa in salita, ma il terreno è perfettamente agibile. Dopo circa 15 minuti arrivo ai primi gradini creati sulla roccia con tronchetti di legno, che mi portano in 20 minuti alla cima di Monte Sole dove mi accoglie un cippo a commemorazione dei tragici eventi legati alla storia locale. Dopo 5 minuti di riposo e meditazione di fronte a un panorama magnifico, riprendo il sentiero (CAI 100) che fortunatamente si fa pianeggiante. Di tanto in tanto si incontrano grosse buche sul terreno, alcune ricoperte da smottamenti di terra: erano le postazioni militari utilizzate durante la guerra. Raggiunto un bivio mi tengo sulla destra dove il sentiero continua a essere coperto dagli alberi e dopo 15 minuti circa incontro un altro bivio: a destra il sentiero sale rapidamente verso il Monte Abele, a sinistra continua il sentiero CAI 100; io proseguo diritto sulla strada madre dove dopo qualche minuto si incontrano ruderi difficilmente riconoscibili poichè immersi dalla vegetazione che si è instaurata all'interno. A un certo punto il sentiero si apre al sole e si può osservare la Valle del Reno con Marzabotto e, in lontananza, si intravede anche San Luca. Il sentiero si fa stretto, ogni tanto occorre spostare qualche rovo che taglia la strada. All'improvviso sento frugare tra la sterpaglia e mi sale un brivido, sono cinghialetti che mi tagliano la strada, spero non ci sia la madre, ma quando mi vedono cominciano a scappare immettendo il oro grugnito di allarme e scompaiono tra gli alberi. Faccio appena in tempo a fotografarne uno in fuga. Entusiasta dell'incontro accelero il passo, il sentiero si fa più largo e incontro un bivio all'altezza della località Nuvoleto. Qui il sentiero 100 continua diritto, a sinistra c'è una cancellata, ma io volto a destra in direzione San Mamante per una strada a larga carreggiata ma non asfaltata. Percorro qualche tornante in discesa, passo alcuni ruderi all'altezza di Poggioletto e in mezz'ora fiancheggio una parete di arenaria. Al bivio successivo tengo la destra e quando incontro un nuovo sentiero stretto sulla destra lo imbocco abbandonando la strada carrabile. Questo sentiero è di nuovo CAI 100 e si inoltra in un fitto bosco. Si giunge così al vecchio borgo di San Mamante immerso in una fitta vegetazione. In una prateria che si apre tra i boschi scorgo un cervo seduto in mezzo al campo e, nascosto dagli alberi, mi fermo alcuni minuti a osservarlo col mio binocolo. Dopo mezz'ora circa la strada si fa ripida e, costeggiando un campo sulla sinistra, incontro una piccola struttura votiva a forma di campanile; il sentiero prosegue sulla destra di fianco a un vigneto sempre in salita dopo 20 minuti circa raggiungo Ca' Bregate e giunto ad un ponticello su un torrente la strada riprende con una salita imponente che con fatica mi porta a Dizzola. Qui proseguo diritto dove la strada si fa in discesa; al bivio successivo svolto a destra e, dopo un tratto ancora in salita, sbuco 15 minuti circa dopo nuovamente al cimitero di Casaglia, dove un piccolo corteo di monaci mi taglia la strada sotto al sole del tramonto. |
|
|
|
| Bere e mangiar bene |
Locanda del Castello
Via Palazzo Rossi, 16
Sasso Marconi (BO)
Tel. +39 0516781172
Chiuso il Martedì
www.locandacastello.it |
|
| Tornando verso Bologna sulla Strada Statale 64 (Porrettana) passato Sasso Marconi e poco prima di Pontecchio, svoltare a destra in via Vizzano e seguire le indicazioni per Palazzo De' Rossi. Vi troverete di fronte a un castello con le mura dalla cui porta si accede a un vero borghetto medioevale. Da qui l'accesso al ristorante. Mi siedo a un tavolo fuori dal locale coperto da una veranda, si sta veramente d'incanto. Il menù è vario, si può mangiare anche il pesce, ma essendo in terra D.O.C. opto per un antipasto composto da culatello di zibello con scaglie di parmigiano; come primo mi butto su un piatto di tagliatelle all'ortica e ragù; date le porzioni, salto il secondo, ma per citare alcuni piatti, il ristorante propone filetto di manzo ai funghi porcini, con tortino di patate tartufato oppure uno stinchetto di maiale con patate al forno, oppure, se si volesse optare per un piatto unico, si può prendere un vassoio di crescentine fritte o tigelle con affettato misto. Salto diretto al dessert e, da vero goloso, ordino un budino di crema soffice in cialda su salsa mou e così riprendo tutti i chiletti smaltiti durante la camminata di oggi, ma vi assicuro che sono stato bene! |
|
|
|
 |