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| Pianta e riassunto del percorso |
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Partenza: dal circolo ARCI di San Lazzaro di Savena
Come arrivarci: da Bologna, dopo il ponte sul torrente Savena, confine naturale tra Bologna e San Lazzaro, al semaforo voltare a destra in via F.lli Canova. Giunti alla fine della strada, voltare a sinistra in via Bellaria e, al secondo semaforo che si incontra, entrare nel parcheggio collegato al circolo ARCI
Difficoltà del percorso: ***
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Lunghezza del percorso: 11 km
Dislivello: 160 m slm
Periodo consigliato: tutto l'anno. Sconsigliato dopo giornate di pioggia
Aspetti da segnalare: paesaggistico, geomorfologico, naturalistico (flora e fauna dell'appennino bolognese)
Consigli pratici: la parte del sentiero 802 per arrivare alla grotta della Spipola è molto in pendenza; occorre fare molta attenzione |
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| In breve: il percorso e le distanze |
| Percorso |
Distanza |
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Circolo ARCI di San Lazzaro |
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Uscire dal circolo e svoltare a destra in via Bellaria |
100 m |
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Al semaforo voltare a sinistra in via Altura. Proseguire per questa via anche quando, superato l'ospedale Bellaria, diventa un sentiero |
2 km |
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Alla pista ciclabile voltare a sinistra |
500 m |
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Giunti alla strada asfaltata, girare a destra in direzione Ponticella |
200 m |
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Superata la chiesa moderna della Ponticella, voltare a sinistra in via del Colle |
100 m |
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Girare a desta in via Lercaro |
100 m |
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Alla fine di via Lercaro, voltare a sinistra per la scalinata. Giunti alla strada asfaltata attraversare e proseguire dritti nel parco |
500 m |
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Alla fine del parco girare a destra in via Pilati |
200 m |
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Girare a sinistra in via Benassi |
800 m |
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Voltare a destra in via Palazza |
20 m |
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Girare a sinistra per il sentiero CAI 802 |
500 m |
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Superata la grotta della Spipola, giunti a un campo aperto voltare a sinistra |
100 m |
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Dopo poco prendere il sentiero ancora sulla sinistra |
500 m |
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Arrivati a una catena proseguire dritti (si è in via Palazza) |
200 m |
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Girare a destra per via Benassi |
700 m |
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Arrivati in via Croara voltare a sinistra e seguire sempre la strada fino a giungere al luogo di partenza |
4 km |
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Circolo ARCI di San Lazzaro |
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| Totale distanza percorsa |
11 km circa |
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| Focus on |
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La grotta della Spipola
Durante il percorso si passa per la grotta della Spipola, di cui parliamo anche in un altro itinerario. Fu scoperta nel 1932 da Luigi Fantini e da alcuni membri del Gruppo Speleologico Bolognese (fondato tra l'altro da Fantini proprio nello stesso anno della scoperta) che penetrarono nella grande cavità dal buco del Calzolaio, oggi impraticabile a causa del crollo di grossi massi gessosi. L'attuale ingresso, situato sul fondo della dolina della Spipola e aperto nel 1936, è costituito da un pesante portale, con a fianco delle feritoie per il passaggio dei pipistrelli, costruito appositamente per la tutela dell'ambiente all'interno della grotta.
La grotta, che con
i suoi 9 chilometri di gallerie e i suoi 50 metri di profondità è una delle più lunghe al mondo tra quelle scavate nel gesso, presenta una temperatura interna di 10 °C e può essere visitata nel tratto iniziale di circa 650 m, mostrando a chi entra tutte le sue bellezze, tra cui citiamo il Salone Giordani. Per effettuare una escursione bisogna contattare l'Ente Parco dei Gessi. Ecco un po' di numeri utili:
Via Jussi 171
Farneto,
S. Lazzaro di Savena (BO)
Orario uffici: dal Martedì al Sabato dalle 9.30 alle 12.30
Tel. +39 0516254821
info@parcogessibolognesi.it
www.parcogessibolognesi.it |
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| Descrizione del percorso |
Ore 9 del mattino di uno splendido sabato di settembre. Lasciamo la macchina al circolo ARCI di San Lazzaro; con me ci sono Monica, Roberta e Maurizio. Chiaccherando, usciamo dal parcheggio, giriamo a destra su via Bellaria e, giunti al primo semaforo, attraversiamo e voltiamo a sinistra per via Altura, facilmente riconoscibile perché, da entrambi i lati, è costeggiata da pini. Questa è la strada che porta all'ospedale Bellaria che infatti raggiungiamo poco dopo. Proseguiamo costeggiando la struttura ospedaliera; a un certo punto, poco dopo il cantiere dove stanno costruendo la Casa dei Risvegli "Luca de Nigris" la strada diventa un sentiero che imbocchiamo. Questo sentiero sarebbe veramente bello se non fosse per la sporcizia che i soliti cafoni hanno lasciato per terra (deve costare evidentemente una tremenda fatica portare l'immondizia fino ai bidoni). Altro neo: da un certo punto in poi, quando si butta l'occhio sulla pianura sottostante si vedono i cantieri della TAV, l'altà velocità, con tutto il loro carico di impatto ambientale; sarò fissato ma non mi va per niente giù che per metterci mezz'ora in meno per andare da Milano a Roma si sia dovuto fare uno scempio simile.
Comunque sia, proseguiamo. Il sentiero sbocca in una pista ciclabile, in cui giriamo a sinistra, e questa, a sua volta, arriva su una strada asfaltata (via S. Ruffillo). Qui voltiamo a destra in direzione della Ponticella (si vede il cartello).
È passata una mezz'oretta circa dall'inizio della passeggiata, passata via tranquillamente su una strada semi-pianeggiante facendo quattro chiacchiere tra amici.
Superiamo la chiesa moderna della Ponticella e iniziamo la salita: voltiamo a sinistra per via del Colle e quindi a destra per via Lercaro. Quando questa via finisce prendiamo la scalinata sulla sinistra che arriva sulla strada asfaltata. Attraversiamo e procediamo dritto entrando in un parco pubblico che ci colpisce innanzitutto per le case disposte ai suoi lati, veramente bellissime e, sigh, costosissime (e pensare che, quando iniziarono a costruire la Ponticella, erano a prezzi stracciati). Ma soprattutto ci colpisce la sua vegetazione molto varia che va dalle piante da fiore, per esempio il tamerice, agli alberi comuni come il lauro, il noce, l'olmo, il pino e il pioppo per arrivare agli alberi da frutto come l'albicocco,il ciliegio, il fico, il pero e il rusticano. Queste bellezze ci fanno sopportare meglio la salita che in questo punto tira veramente molto. Il parco termina sulla strada asfaltata. Voltiamo a destra e prendiamo via Pilati (seguiamo in pratica le indicazioni per la grotta della Spipola). Questo tratto è pianeggiante e finisce all'incrocio con via Benassi in cui voltiamo a sinistra e riprendiamo a salire. Lungo la salita possiamo ammirare il panorama che copre buona parte della città di Bologna e alcune frazioni limitrofe (San Ruffillo e Rastignano). A circa un'ora e dopo poco più di 4 km dalla partenza arriviamo all'incrocio con via Palazza. Ci dissetiamo alla fontana e ci concediamo un po' di riposo: io e Maurizio ci stravacchiamo sulle panchine mentre Monica e Roberta vanno a leggere i cartelloni sul Parco Regionale Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa.
Dopo qualche minuto proseguiamo voltando in via Palazza e, dopo pochi metri, giriamo a sinistra imboccando il sentiero 802. Dopo un tratto in discesa tranquilla, il sentiero inizia a scendere in forte pendenza e si addentra in una fitta boscaglia. Per fortuna grazie ai gradini, aiutandoci con gli alberi e facendo molta attenzione non subiamo danni. Arriviamo quindi integri al buco del Calzolaio, detto in bolognese Bus d'la Speppla, da cui, nel 1932, Luigi Fantini e alcuni membri del Gruppo Speleologico Bolognese entrarono per la prima volta nella grotta della Spipola; ora è inagibile. All'entrata della grotta vera e propria ci arriviamo poco dopo, riconoscibile dal caratteristico portale, molto pesante e che presenta delle feritoie ai lati per fare uscire i pipistreli e da cui si sprigiona un bel freschino (del resto all'interno la temperatura è di 12 °C), e dalla targa situata sopra di essa. La grotta è chiusa ma si può visitare contattando l'Ente Parco dei Gessi. Dopo un po' ci rimettiamo in marcia. La discesa si fa sempre più dolce e il bosco si dirada fino ad aprirsi completamente su un campo. Qui voltiamo a sinistra su una bella salita e, dopo qualche decina di metri, imbocchiamo sempre a sinistra un sentiero che entra nel bosco. Teniamo sempre la destra, costeggiamo dei campi coltivati a pomodori e a mais e infine ci troviamo davanti una catena. Siamo tornati su via Palazza.
Qui vi consiglio una deviazione rispetto al percorso odierno: se si svolta a sinistra prendendo il sentiero con tavole di legno, dopo poco si raggiunge la buca Vinchi, un inghiottitoio che per il suo particolare aspetto viene chiamata candela. Proseguendo si può anche tornare al luogo di partenza allungando però di parecchio.
Torniamo a via Palazza; alla catena noi proseguiamo dritto e, dopo poco, eccoci di nuovo all'incrocio. Voltiamo a destra (nella direzione opposta a quella in cui siamo venuti) e seguiamo via Benassi per circa un chilometro fino all'incrocio con via Croara. Voltiamo a sinistra e entriamo nel parcheggio della chiesa della Croara dove ci fermiamo un po'. Qui conosciamo una signora che abita in una delle case adiacenti a cui chiediamo perché il giardino e il chiostro della chiesa, dei piccoli gioielli, siano in così pessime condizioni. La risposta è sconsolante: gli abitanti del borghetto, dopo aver provato inutilmente a loro spese a gestire la cosa, avevano chiesto un piccolo aiuto al comune. La risposta è stata picche! Non c'è da meravigliarsi, d'altronde, siamo in Italia!
Un po' di malumore per l'ennesima prova di come vanno le cose nel nostro paese, iniziamo a intraprendere la discesa per via Croara che dopo alcuni chilometri ci riporta alla macchina. Qui, però, ci torna il sorriso alla vista di un gruppo di signore tutte in ghingheri che entrano nel circolo per ballare il liscio!!! Il popolo italiano è veramente meraviglioso!!! |
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| Bere e mangiar bene |
Trattoria Croara
Via S. Ruffillo - Croara 23/23/A
San Lazzaro di Savena (BO)
Tel. +39 051476906
Chiuso il Mercoledì |
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| Dopo una camminata impegnativa come questa avevamo proprio bisogno di rinfrancarci con una bella mangiata. Con la macchina abbiamo quindi risalito via Croara fino a raggiungere, poco prima della chiesa sulla destra, via S. Ruffillo. Subito all'inizio della strada ci si è parata davanti l'insegna della trattoria Croara. Abbiamo parcheggiato e ci siamo fiondati dentro. Ambiente rustico e cucina tradizionale veramente eccellente. Questa volta non ho voluto però esagerare e mi sono concesso solo (si fa per dire!!!) un piatto di tagliatelle al ragù e una braciolina ai ferri con insalata. Ovviamente non sono mancati un paio di bicchieri di buon rosso, il caffé e l'ammazzacaffè! Un modo veramente giusto per chiudere una splendida passeggiata! |
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