Vai al sito dell'Hotel San Martino Vai al sito di Viva microdesign
English version

Itinerari, appuntamenti e tanto altro: itineraribologna.it, il bisettimanale online che ti porta in giro per Bologna e provincia

Ti trovi in Itinerari Bologna > Trekking > Attenti alle zecche
della Dott.ssa Roberta Macrì, medico veterinario
Quando si va in giro per boschi e campi, soprattutto in periodo primaverile-estivo, occorre stare molto attenti alle zecche.

Cosa sono le zecche?
Le zecche sono ECTOPARASSITI, cioè parassiti che vivono sulla superficie esterna o meglio sulla pelle dell’ospite, che può essere un animale domestico o selvatico o anche l’uomo. Le zecche sono acari dotati di 8 zampette, visibili ad occhio nudo. In Italia le specie pericolose per l’uomo sono diverse, tra cui Ixodes ricinus,Rhipicephalus sanguineus etc. dette anche “zecche dure” in quanto presentano uno scudo dorsale rigido.
Qui parleremo soprattutto dell’Ixodes ricinus o zecca dei boschi.

Dove vivono le zecche?
L’Ixodes ricinus si trova nell’erba e sui cespugli, soprattutto in ambienti umidi, con erba incolta e vegetazione bassa, o nelle zone di passaggio tra prato e bosco, in particolare nelle aree collinari o nelle zone di pascolo. È una zecca scura e piccola, difficile da vedere.

Come vivono le zecche?

Le zecche adulte si accoppiano sull’animale ospite.
Dopo l’accoppiamento, la zecca femmina si lascia cadere a terra dove depone moltissime uova particolarmente resistenti grazie al loro guscio.
Dalle uova fuoriescono le larve, a 6 zampe, che si alimentano su un primo animale ospite e quindi si lasciano nuovamente cadere per terra, dove sitramutano in ninfe.
Le ninfe, a 8 zampe, si lasciano cadere su un altro animale ospite dove si alimentano succhiando il sangue per poi cadere di nuovo a terra, tramutandosi in adulti.
Gli adulti si lasciano cadere su un ulteriore ospite su cui effettuano illoro pasto e su cui si riproducono. Le zecche adulte possono vivere fino a 19 mesi e deporre 2000-8000 uova se non di più. Se l’animale ospite manca, la zecca può comunque sopravvivere per lunghi periodi ed ibernarsi, nella stagione fredda, in attesa di un nuovo ospite. A volte sono necessari 3 anni perché si concluda il ciclo intero.
La ricerca dell’animale su cui lasciarsi cadere per il proprio pasto di sangue è guidata da un organo particolare, situato sul primo paio di zampette, in grado di percepire le variazioni di temperatura, pressione ed anidride carbonica.

Perché le zecche possono essere pericolose?
Le zecche sono potenzialmente pericolose, perchè possono trasmettere malattie infettive, come la malattia di Lyme.
La malattia di Lyme è trasmessa da un batterio un po’ particolare, chiamato Borrelia burgdorferi. La malattia presenta più fasi: all’inizio si manifesta con un’area rossastra sulla pelle, dove si è stati punti dalla zecca. Se la terapia non è tempestiva è possibile il passaggio alle fasi successive della malattia, anche a distanza di mesi dalla puntura, con possibili problemi a livello di articolazioni, cuore, occhi, sistema nervoso.
La malattia di Lyme è curabile con antibiotici specifici la cui somministrazione dura circa un mese. Se però la diagnosi è tardiva la terapia potrebbe essere più difficoltosa. Sono quindi fondamentali la prevenzione e la diagnosi precoce.

Come evitare le punture di zecche?
È consigliabile utilizzare abiti chiari durante le passeggiate nei boschi, in modo da identificare rapidamente la presenza di eventuali zecche ed eliminarle rapidamente. Altro consiglio è quello di infilare i pantaloni dentro ai calzettoni o usare gli scarponi alti con le stringhe.
È sempre meglio camminare nella parte centrale dei sentieri, facendo attenzione a non sedersi direttamente sull’erba.
Per chi non vuole rinunciare al mimetismo utilizzando abiti chiari o non vuole rinunciare a sedersi liberamente sui prati la cosa migliore è quella di controllarsi o di farsi controllare più volte, soprattutto a livello di pelle scoperta. Al ritorno a casa è consigliabile ispezionarsi il corpo prima di fare la doccia e mettere a lavare gli abiti in lavatrice a temperatura alta.

Quando è più probabile essere punti da una zecca?
La probabilità di essere punti da una zecca è maggiore nel periodo primaverile-estivo fino all’autunno inoltrato.
La larva a 6 zampe è lunga circa mezzo millimetro.
La ninfa a 8 zampe è lunga circa 1 millimetro e mezzo
La zecca femmina adulta può passare dalle dimensioni di tre-quattro millimetri prima del pasto di sangue a circa 10 millimetri dopo il pasto.
Come rimuovere la zecca?
Occorre tenere presente che la probabilità di trasmissione di eventuali malattie aumenta dopo 48 ore dalla fissazione della zecca nella pelle. Il rischio di trasmissione di malattie è quindi molto limitato nelle prime 48 ore.
La rimozione della zecca deve essere effettuata correttamente
. Se non ci si vuole recare al Pronto Soccorso o dal proprio Medico di fiducia occorre afferrarla con una pinza, vicino alla pelle, e tirarla verso l’alto, con una lieve rotazione, facendo attenzione a non schiacciarla. Occorre controllare che la zecca sia stata estratta del tutto, testa e zampe comprese. La zecca infatti dopo avere lacerato l’epidermide, fa penetrare il suo organo succhiatore o ipostoma, attorno al quale viene secreta una sostanza cementante che rende difficoltosa l’asportazione del parassita.
Se l’organo con cui la zecca si attacca alla pelle rimanesse, infisso si può provare ad estrarlo con un ago di siringa sterile. La pelle va disinfettata solo dopo avere effettuato l’estrazione della zecca.
Non bisogna assolutamente usare il caldo per estrarre la zecca, come aghi roventi, fiammiferi o sostanze come ammoniaca, acetone, alcol.
L’utilizzo di queste sostanze non farebbe altro che irritare la zecca, determinando un rigurgito degli eventuali agenti di malattia presenti ed aumentando così il rischio dell’infezione.

E dopo avere tolto la zecca, cosa occorre fare?

Nei giorni successivi all’estrazione della zecca è importante controllare l’area punta per almeno un mese. Occorre stare attenti che non compaia una chiazza rossa che aumenta e varia di dimensioni, schiarendosi nell’area centrale. Se così fosse occorre rivolgersi subito al medico raccontandogli che si è stati punti da una zecca. Altrettanto occorre fare se comparisse febbre, cefalea, malessere generalizzato, aumento di volume delle ghiandole vicino alla zona dove si è stati punti, dolore articolare.
Non assumere antibiotici di propria iniziativa.
L’individuazione precoce dei sintomi eventuali di malattia trasmessa da zecche, in particolare l’anello rossastro sulla pelle, permette l’impostazione di una terapia adeguata evitando così le complicazioni.

Qual è la situazione zecche dell’Emilia Romagna?

Nella nostra regione al momento
le ricerche effettuate mostrano che la percentuale di zecche infette è bassa, per cui se si viene punti da una zecca la probabilità che ci trasmetta una malattia è veramente minima. Ma ciò non significa che si debba abbassare la guardia.

E per gli animali da compagnia?

Se si va in giro per i boschi con il proprio cane è sempre opportuno l’utilizzo di specifici prodotti repellenti, come indicherà il veterinario di fiducia. 
Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al proprio medico di famiglia, al servizio di Igiene Pubblica della propria AUSL, al servizio veterinario della propria AUSL.

Il centro di Riferimento Regionale (Regione Emilia Romagna) per la Borreliosi di Lyme è presso l’AUSL di Ravenna.

Altre informazioni sono scaricabili dal sito: www.ministerosalute.it/imgs/C_17_pubblicazioni_75_allegato.doc
Sito ottimizzato per Internet Explorer e per una risoluzione 1024x768