Con chi andare
In un trekking, avere i compagni giusti è forse ancor più fondamentale dell'avere con sé l'acqua da bere o una mappa accurata per non perdersi. È ovvio che sto esagerando ma essere in un gruppo anche piccolo ma ben affiatato può rendere le ore passate camminando in mezzo alla natura ancora più splendide e speciali. Avere invece con sé persone sbagliate può creare delle inutili tensioni fino a farci pentire di essere lì in quel momento.
Per esempio io odio chi si lamenta della stanchezza, chi chiede di continuo quanto manca, chi vuole fermarsi ogni cento metri (beh forse questo genere di persone farebbe meglio a stare a casa in panciolle, no!?). Ma non mi piace neanche quando trovo qualcuno che va troppo veloce e prende l'itinerario come una cronoscalata. Voglio sottolineare che con questo non sto dicendo di essere io perfetto e gli altri sbagliati ma che, semplicemente, ciascuno di noi va a camminare con specifiche esigenze, voglie e curiosità. Ed è quindi importante, come in tutte le cose, trovare dei compagni d'avventura che siano il più simili a noi possibile.
Con l'esperienza ho acquisito quasi un sesto senso per capire se con una persona mi troverò bene o no. A scanso di equivoci, però, e anche perché il sesto senso può sempre sbagliare, evito di fare trekking lunghi con persone che non conosco bene. Prima preferisco testare l'intesa su percorsi brevi; credo che questo sia un buon criterio.
E se proprio con qualcuno non mi trovo seguo il vecchio e saggio proverbio: "Meglio soli che mal accompagnati!"