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| Pianta e riassunto del percorso |
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Partenza: da Bologna
Come arrivarci:
da Bologna percorrere la strada provinciale n.4 di Galliera. Oltrepassati Castelmaggiore e Funo di Argelato, in prossimità di San Giorgio di Piano, svoltare a sinistra in direzione Cento. Superati Argelato e Castello d’Argile si arriva a Pieve di Cento e ci si trova di fronte Porta Bologna. A questo semaforo girare a sinistra (in direzione Cento) mentre al successivo a destra; proseguire su via circonvallazione levante finchè sulla destra non si incontra via Cremona. Imboccare via Cremona (che dopo 5 km e una “curvona” diventa via Galliera) e svoltare a sinistra per via Ridolfina; allo “svincolo” girare a sinistra e subito a destra sulla strada provinciale padullese, girare a sinistra su via bosco Panfilia; attraversare il ponte del cavo napoleonico. Sulla destra si trova l’entrata al bosco
Difficoltà del percorso: *
Tempo di percorrenza:
da 1 ora a 2 ore e mezza, a seconda del mezzo impiegato e del tipo di percorso
Lunghezza del percorso: variabile
Dislivello: nessuno
Periodo consigliato: primavera inoltrata, estate
Aspetti da segnalare: paesaggistico, naturalistico
Consigli pratici:
è bene munirsi di un adeguato equipaggiamento (scarponi o stivali, giacca a vento, ecc.), oltre a un buon binocolo |
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| In breve: alcune delle specie animali e vegetali che potete incontrare |
| Flora |
| Acero campestre, Ailanto, Amorpha fruticosa, Biancospino, Brachypodium sylvaticum, Carex pendula, Corniolo, Farnia (Quercus robur), Frassino ossifillo (Fraxinus oxycarpa, F. angustifolia), Ligustro, Nocciolo, Olmo, Pioppo bianco, Prugnolo, Robinia, Salice bianco (Salix alba), Solanum dulcamara |
| Funghi e tartufi |
| Armillaria Mellea, Clitocybe rivulosa, Tuber macrosporum, Tuber magnatum, Xerocomus armeniacus |
| Fauna |
| Anfibi |
| Raganella, Rana dalmatina, Rospo |
| Mammiferi |
| Lepre, Ghiro, Puzzola, Riccio, Talpa, Volpe |
| Rettilli |
| Natrice dal collare, Tartaruga d'acqua (Emys orbicularis) |
| Uccelli |
| Averla piccola, Cornacchia grigia, Cuculo, Fringuello, Garzetta, Ghiandaia, Martin pescatore, Merlo, Nibbio bruno, Nitticora, Picchio rosso maggiore, Picchio verde, Pigliamosche, Rigogolo, Storno, Tarabusino, Torcicollo, Tortora, Upupa, Verdone |
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| Descrizione del percorso |
In data 22 febbraio 2002, la Provincia di Ferrara, la Provincia di Bologna e i Comuni di Sant'Agostino (sinistra Reno), Galliera e Pieve di Cento (destra Reno), hanno sottoscritto una convenzione al fine di individuare uno strumento di pianificazione e gestione del comprensorio Bosco Panfilia - Area di riequilibrio ecologico "La Bisana".
Il sito è localizzato nella pianura ferrarese al confine con la provincia di Bologna. Comprende un tratto del fiume Reno e un lembo di foresta adiacente. La vegetazione, insediata su suolo di origine alluvionale composto da stratificazioni alternate di depositi sabbiosi e argilloso-limosi, presenta accentuate caratteristiche di bosco fluviale essendo prevalentemente localizzato in ambito golenale invaso dalle piene autunnali e primaverili più accentuate. Nonostante il pesante utilizzo praticato durante l’ultimo conflitto e le parziali trasformazioni antropiche subite nel tempo in relazione a pratiche di pioppicoltura, il Bosco Panfilia rappresenta, per qualità ed estensione, il più significativo relitto forestale planiziale della regione in ambiente ripariale. Il cuore della foresta, per circa 80 ettari in sinistra Reno, è di proprietà demaniale regionale: 50 ettari circa sono di bosco naturale e 30 di pioppeto specializzato “quale coltura di transizione per il reinserimento delle specie spontanee”. Nel complesso il 54% del sito è coperto da boschi misti di latifoglie (al 10% con carattere spiccatamente igrofilo per dominanza di salice bianco e pioppo bianco), mentre le colture pioppicole occupano circa il 20%. Completano il panorama corpi d’acqua corrente, alcuni coltivi e una limitata frazione di aree marginali incolte con prateria umida a megaforbie eutrofiche. Tre habitat d’interesse comunitario ricoprono complessivamente il 60% circa della superficie del sito.
Flora
La composizione floristica rispecchia le condizioni di un bosco di pianura che vegeta su terreni tendenzialmente asfittici, periodicamente allagati e invasi da sedimenti finissimi. Tra le specie arboree dominano la Farnia (Quercus robur), il Frassino ossifillo (Fraxinus oxycarpa, F. angustifolia) e il Pioppo bianco, anche con esemplari di notevoli dimensioni; diffusi sono anche l'Olmo e l'Acero campestre, usualmente collocati su un piano dominato.
È comune anche il Salice bianco (Salix alba), talora addensato in saliceti lungo il fiume con S. triandra, Solanum dulcamara e Amorpha fruticosa. Quest’ultima, rigogliosa e invadente, fa parte del corteggio delle specie avventizie che comprende anche Robinia e Ailanto. Lo strato arbustivo annovera Prugnolo, Biancospino, Corniolo, Nocciolo e Ligustro. Lo strato erbaceo, poco sviluppato e floristicamente povero, è dominato da fitti cespi di Carex pendula. C’è qualche rovo e, nelle zone meno umide, Brachypodium sylvaticum. Si tratta dunque di un raro e significativo esempio di Carici-Frassineto di clima fresco, sostanzialmente diverso dal Querco-Carpineto boreo-italico del quale costituisce una sorta di variante su terreno impermeabile. Rispetto a quest’ultimo, infatti, il Bosco Panfilia presenta analoga composizione arborea (manca solo il carpino bianco) ma sottobosco più povero e in particolare sostanzialmente privo di geofite a fioritura primaverile (che rifuggono i substrati asfittici). Gli aspetti vegetazionali e squisitamente forestali (particolarissima è la componente nel sottobosco di funghi e tartufi) sono pertanto preponderanti su quelli floristici e non sono al momento segnalate specie botaniche di interesse comunitario.
Proprio sotto il profilo della flora micologica il bosco della Panfilia risulta essere un ambiente interessantissimo, nel senso che non cessa di stupire le persone che hanno compiuto studi a tal riguardo, in seguito agli importantissimi ritrovamenti di specie rare e di difficile determinazione.
In questo habitat troviamo una netta prevalenza di specie lignicole (saprofite e parassite) ma non mancano funghi simbionti come il preziosissimo e ricercatissimo tartufo bianco.
L'interno del Bosco Panfilia rappresenta insomma un'area in cui esistono le condizioni ideali per lo sviluppo di una quantità insospettabilmente elevata di specie fungine. Per definire con buona approssimazione quelle effetivamente esistenti occorrerebbero diversi anni di studio e ricerche. Alcuni esemplari di funghi e tartufi incontrati e sicuramente rappresentativi della flora micologica del bosco sono l'Armillaria Mellea, meglio nota come chiodino, la Clitocybe rivulosa, velenosa, lo Xerocomus armeniacus, commestibile, il Tuber magnatum, una varietà di tartufo molto pregiata, e il Tuber macrosporum, tartufo commestibile.
La raccolta dei funghi è regolamentata dalla L.R. n. 6 del 2 aprile 1996, la raccolta dei tartufi dalla delibera del Consiglio Provinciale di Ferrara n. 133/28860 del 24 luglio 1986.
Fauna
Gli uccelli rappresentano la fauna principale del bosco sia per le specie stanziali sia per quelle di passaggio. Gli uccelli maggiormente presenti sono: il Merlo, lo Storno, la Cornacchia grigia, la Ghiandaia, il Fringuello, il Verdone, il Rigogolo, il Picchio verde e il Picchio rosso maggiore oltre alla Nitticora, al Nibbio bruno e all’Averla piccola (nidificante); inoltre, considerato l'ambiente fluviale e golenale, è ragionevolmente certa la presenza di altri Ardeidi (tra cui Garzetta e Tarabusino) e del Martin pescatore. Sono presenti poi almeno otto specie tipiche degli ambienti palustri (Acrocefalini di canneto), di macchia e di bosco, tra i quali Cuculo, Pigliamosche, Rigogolo, Torcicollo, Tortora e Upupa risultano nidificanti.
Tra i mammiferi più importanti ricordiamo la Lepre, il Riccio, il Ghiro, la Talpa e la Volpe; da sottolineare la presenza della Puzzola.
Anche i rettili sono discretamente rappresentati e, tra questi, si segnalano in particolare la Natrice dal collare e la Tartaruga d'acqua (Emys orbicularis). Entrambe sono rinvenibili sul fiume non lontano dalla riva. Mentre la tartaruga palustre è specie in progressiva rarefazione nel nostro paese, la Natrice dal collare è un ofide piuttosto comune nell'habitat adatto.
Si vuole infine evidenziare la presenza di alcuni anfibi, come la Raganella, la Rana dalmatina e il Rospo, di diversi molluschi e di tantissime specie di insetti.
La Rana dalmatina è una specie poco legata all'acqua in senso stretto e comune nel suolo anche secco, sia del pioppeto sia della foresta vera e propria. Dove il suolo è umido si può incontrare anche il Rospo (Bufo bufo), di abitudini più notturne rispetto alla Rana dalmatina e quindi difficilmente osservabile.
Visite al bosco
Il bosco Panfilia è visitabile in ogni stagione dell'anno, preferibilmente nei mesi primaverili e autunnali. Si sconsigliano le visite quando l'ambiente è molto umido (dopo le esondazioni del Reno, le piogge e le nevicate). All'interno del bosco non esistono strutture attrezzate per il riposo ed il ristoro. All'ingresso principale (via del Cavo) esiste un piazzale per il parcheggio dei mezzi motorizzati e per la sosta, munita di fontana con acqua potabile.
È possibile parcheggiare anche in vicinanza della seconda entrata, cioè in fondo a via del Bosco. In ogni caso è bene munirsi di adeguato equipaggiamento (scarponi o stivali, giacca a vento, ecc.), oltre ad un buon binocolo. I sentieri sono percorribili sia a piedi sia in bicicletta (personale). |
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| Bere e mangiar bene |
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| Avevo sentito parlare di questa trattoria (famosa per il tartufo!), ma non sapevo fosse così vicina al bosco, così, dopo una passeggiata, ho deciso di farci un salto. Devo dire che non solo il tartufo, ma anche le altre specialità quali i triangolini di vitello con zuppetta di funghi (consigliati da aprile-ottobre), il controfiletto di scottona romagnola con zucchine arrostite, l’insalata di carne bianca, gli spinaci marinati e il gelato all'olio d'oliva, hanno stimolato e soddisfatto il mio palato.
Peculiarità della cucina della trattoria è che i menu vengono variati seguendo la stagionalità dei prodotti, che quindi sono sempre freschi.
Attenzione però le ferie e il riposo settimanale sono: domenica sera, lunedì e da giugno ad agosto anche sabato a mezzogiorno.
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