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| Foto e riassunto del percorso |
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Partenza: da Bologna
Come arrivarci:
da Bologna, in auto percorrere via Galliera, prendere l’autobus n. 97 oppure in treno dalla stazione centrale
Difficoltà del percorso: nessuna
Tempo di percorrenza: circa 2 ore (senza sosta ai musei)
Lunghezza del percorso: circa 2 km
Periodo consigliato: tutto l'anno.
Aspetti da segnalare:
culturale, storico, enogastronomico (piatti tipici bolognesi)
Consigli pratici: nessuno in particolare |
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| In breve: la storia |
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Evento |
| Antichità |
I territori su cui sorgono San Pietro in Casale e le sue frazioni, , pur essendo stati terreni paludosi e insalubri, sono stati probabilmente abitati fin dalla antichità, come testimonia il rinvenimento di alcune lapidi sepolcrali, vasi antichi, sarcofaghi e cippi (alcuni dei quali sono ora conservati al Museo civico di Bologna) le cui iscrizioni li fanno risalire fino alla Repubblica Romana.
I territori dell'attuale San Pietro in Casale hanno condiviso poi le sorti delle colonie romane della pianura padana: furono travolti dai barbari che vi si insediarono mescolandosi alla popolazione natia |
| 1223 |
Il 20 novembre 1223 appare per la prima volta, nell'ordinanza con la quale il comune di Bologna imponeva alle comunità del contado un capoquartiere della città a scopo militare, il nome di San Pietro in Casale.
Da questo punto in poi la storia di questo paese si lega a doppio filo con quelle di Bologna e dei suoi nemici |
| Fino al 1700 |
San Pietro è un piccolo borgo di poche case raccolte attorno ad una chiesa |
| 1700 - inizio 1900 |
Si afferma una piccola borghesia locale che si affianca ai grandi proprietari terrieri. Crescono i commerci e nascono nuovi servizi: l'illuminazione a petrolio, le fognature, la tranvia a cavallo.
Negli ultimi decenni del XIX secolo e i primissimi anni del 1900, vengono costruiti il macello, una pesa pubblica, la sede comunale (villa Bonora) e nuove strade |
| Durante la seconda guerra mondiale |
San Pietro in Casale offre un particolare contributo alla Resistenza e lotta di liberazione dai nazifascisti: qui nella primavera del 1944 prese vita la seconda brigata "Paolo", comprendente più di un centinaio di sanpierini, oltre a forti gruppi di alcuni comuni confinanti. Le azioni di sabotaggio, di difesa delle lotte dei lavoratori e il recupero di armi, hanno dato un grande contributo al movimento partigiano in questa parte della provincia |
| Ultimo decennio |
C'è stato un vasto piano di recupero del centro storico e delle aree urbane e frazionali che ha completamente ridisegnato il volto del paese e dalle sue frazioni; questo ha San Pietro in Casale un comune dove la qualità della vita ha raggiunto livelli davvero notevoli |
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| Focus on |
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Il "CASONE PARTIGIANO"
Il CASONE, che si trova nella frazione di Rubizzano, è stato costruito nel periodo fra il 1790 ed il 1850 su di un isolotto nella vasta zona paludosa della valle; un tempo si raggiungeva solo in barca e percorrendo impervi sentieri. Adibito a rifugio per il guardiano della valle e per i cacciatori, era costruito con grossi pali di legno sul davanti e sulle pareti laterali e coperto di canne; solo il retro era in mattoni perchè lì si trovavano il focolare ed il camino.
Nel periodo della 2° Guerra Mondiale il Casone aveva già le caratteristiche attuali: circondato dalla fossa collegata con la restante parte del territorio ad est ancora paludosa, vi si accedeva tramite una passerella. Nei giorni dell'insurrezione armata contro i tedeschi e i fascisti, tra il 18 e il 21 aprile 1945, al Casone si riunirono il Comando partigiano della 2° Brigata "Paolo" e i rappresentanti della 4° Brigata "Venturoli". Il 21 aprile si ebbero i primi violenti scontri con i tedeschi in ritirata, che culminarono nel combattimento di domenica 22 aprile, in tutta la zona che dal Casone va verso San Pietro in Casale, Galliera, Pieve di Cento, Bentivoglio, San Giorgio di Piano e Malalbergo. A seguito dei lavori di bonifica e prosciugamento della valle, per cedimenti e assestamenti del terreno, il Casone, già pericolante, crollò. I Partigiani della 2° Brigata "Paolo" decisero di ricostruirlo e lasciarlo come testimonianza alle generazioni future affinchè gli ideali della resistenza restino vivi nel pensiero e nell'azione quotidiana di tutti i democratici-antifascisti per la salvaguardia della Pace, della Libertà, della Giustizia sociale.
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Sezione di San Pietro in Casale |
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| Descrizione del percorso |
Questo “paesone”, che sorge tra il canale Navile e il Reno, a mio avviso conserva ancora il fascino e l’atmosfera dei paesi lungo le ferrovie. Proprio dalla stazione ferroviaria prende le mosse il nostro itinerario ed ecco subito aprirsi davanti a noi una delle piazze principali del paese, "Piazza Giovanni XXIII", in cui svetta la chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Di origine romanica e ricostruita tra il 1856 e il 1863, è fiancheggiata da un campanile romanico in laterizio dell'XI secolo che ospita una cella campanaria a bifore rifatta nel '500; all'interno della chiesa si trovano dipinti di artisti della scuola ferrarese della prima metà del '500. Andando avanti ci si ritrova in "Piazza dei Martiri della Liberazione" circondata da portici tipici della bassa bolognese, sotto i quali vi sono eleganti negozi. Immettendoci ora su via Matteotti, la strada principale che fiancheggia la piazza, e svoltando a destra, a circa cento metri, ecco il parco comunale con la bella villa Padoa, un edificio assai antico e imponente, risalente, con ogni probabilità, alla metà del secolo XV; oggi è completamente restaurato e ospita il municipio. Sempre in via Matteotti incontriamo altri importanti edifici: al civico 39, per esempio, Villa Garani, quindi Villa Bonora che, costruita cento anni fa, si trova al centro di un parco: c’è poi Villa Luisa (1850) e infine la bellissima Villa Rusconi in via Pescerelli 76. Quest’ultima, probabilmente costruita intorno alla metà del secolo XVIII, ha subito modifiche interne ed esterne verso la fine del secolo XVIII; all'interno, la loggia e la sala a piano terra sono decorate con tempere su muro di pregevole fattura artigianale (fine 700) che mostrano scene di vita in villa, mentre la loggia del piano superiore è sempre decorata a tempera ma i soggetti sono paesaggi naturali con grandi filari di pioppi e siepi.
Da segnalare infine anche il museo della città, il “Museo di casa Frabboni”, che si trova sulla via principale.
Questo per quanto riguarda il centro storico, ma San Pietro in Casale comprende anche numerose frazioni frazioni e località: Asìa, Cenacchio, Gavaseto, Maccaretolo, Massumatico, Poggetto, Rubizzano, Sant'Alberto, San Benedetto nelle quali si possono apprezzare chiese, palazzi e ville degne di nota, sempre adagiati nell’atmosfera bucolica della provincia bolognese.
Una curiosità: gli abitanti di san pietro si chiamano "sampierini”… e non “sampietrini” o “samperini”! |
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| Bere e mangiar bene |
Le Grottine
Via Matteotti 140 San Pietro in Casale - Tel. 051 811800 |
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| La voglia di pizza e la posizione privilegiata rispetto all’itinerario, mi hanno portato alla pizzeria “Le grottine” dove ho potuto gustare una buona pizza in una cordiale atmosfera famigliare. |
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