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Pianta e riassunto del percorso
Il percorso del portico più lungo del mondo

Tipologia: itinerario da fare a piedi
Partenza: Porta Saragozza
Come arrivarci: in auto, seguire i viali fino a Porta Saragozza. Una volta lì, prendere via Saragozza in direzione opposta al centro e cercare un posteggio per l'auto (qui è zona blu per cui vi consigliamo di prendere le opportune precauzioni per evitare multe; meglio ancora è se raggiungete la partenza a piedi o in autobus)
Autobus: linea 20 in direzione Casalecchio (scendere alla prima fermata fuori le mura)
Difficoltà del percorso: ***
Tempo di percorrenza: 2 ore
Lunghezza del percorso: 3750 m
Caratteristica: percorso da Porta Saragozza alla Basilica di San Luca
Periodo consigliato: tutto l'anno, particolarmente in giornate di sole (anche se i portici proteggono in caso di pioggia)
Aspetti da segnalare: storico, culturale e architettonico
Consigli pratici: l'ultimo tratto, che porta in cima al colle della Guardia, è in salita, anche parecchio ripida; un po' di allenamento non guasta

In breve: il percorso e le distanze
Percorso Distanza
Porta Saragozza  
Via Saragozza 1,57 km
Via di S. Luca 2,18 km
Basilica di San Luca  
Totale distanza percorsa 3,75 km
Focus on
Se si avvera vado a San Luca a piedi
La difficoltà dell'ultimo tratto di portico che collega il Meloncello alla Basilica di San Luca, ha portato alla creazione di una strana forma di voto, promessa o scommessa tutta bolognese e che può essere sintetizzata nella formula: "Se si avvera vado a San Luca a piedi". Valida per tutte le stagioni, questa frase suona il più delle volte come una sentenza in quanto, avverandosi, costringe i camminatori improvvisati all'immane fatica della salita. Ma guai a non rispettare la promessa pena una sfortuna (o, alla bolognese, una sfiga) immane...
Ah, penso che si verificherebbe un autentico pellegrinaggio di buona parte della città in un caso: il Bologna che vince qualcosa nel calcio! :-(
Descrizione del percorso

L'itinerario di oggi è piuttosto particolare. Vuole mettere in luce uno degli aspetti, insieme alle Due Torri, più caratteristici di Bologna: i portici. Con una lunghezza totale di circa 40 km rendono la città unica. In particolare, poi, Bologna vanta anche il porticato più lungo del mondo: è quello che collega senza interruzioni Porta Saragozza al Santuario della Madonna di San Luca. Costruito negli anni che vanno dal 1674 al 1739, è lungo circa 3,75 km ed è costituito da 666 archi, ciascuno contrassegnato da un numero progressivo: i primi 306, in pianura, collegano Porta Saragozza al Melocello mentre i restanti 360 sono situati nel tratto collinare che va dal Meloncello al colle della Guardia. Questi ultimi sono intervallati da 15 cappellette che illustrano il mistero del rosario. Oggi vogliamo percorrere questo porticato nella sua interezza. Prima, però, facciamo un passo indietro con un po' di storia. La prima pietra della basilica di San Luca fu posta sul colle della Guardia, così chiamato per la presenza anticamente di un forte dove stanziavano le milizie a protezione della città, il 25 maggio 1194. Vi si venerava l'immagine che è tuttora custodita all'interno del santuario nota con il nome di Madonna di San Luca. Questa devozione divenne però un fatto collettivo che coinvolgeva l'intera città nel 1433 quando l'immagine fu trasportata in città perché grazie alla sua intercessione cessasse un lungo periodo di siccità. Da allora, anno dopo anno, questa usanza è proseguita ininterrottamente e costituisce tuttora un grande momento di religiosità per la città. La cosa particolare è che, nel corso della processione di discesa o d'ascesa, immancabilmente piove; è da qui che è nata l'usanza del voto bolognese del "se si avvera vado a San Luca a piedi".
L'attuale basilica fu costruita, su progetto di Carlo Francesco Dotti, dal 1723 al 1774.
Il 28 agosto 1674 venne invece posta la prima pietra, benedetta da Mons. Girolamo Boncompagni, del portico; l'idea di un porticato che unisse porta Saragozza alla cima del colle e che permettesse ai numerosi pellegrini di raggiungere agevolmente il santuario risaliva al 1655 ma solo vent'anni dopo, grazie soprattutto allo sforzo economico di buona parte dei cittadini bolognesi, si riuscirono a trovare i fondi per cominciare l'opera. Una volta partiti, però, i 306 archi del tratto di pianura furono terminati in soli due anni sotto la direzione di Gian Giacomo Monti, a cui si deve buona parte del progetto del porticato. I 366 archi del tratto in salita furono invece costruiti dal 1706 al 1715. A conclusione furono costruiti, tra il 1719 e il 1732, l'arco del
Meloncello, che univa il tratto pianeggiante a quello in salita, e il loggiato dinanzi al santuario, entrambi opera del Dotti. Era così terminata l'opera che tuttora è uno dei simboli principali di Bologna nel mondo. Successivamente, poi, nell'ottocento, venne costruita anche la diramazione che porta alla Certosa.
Mi dà sempre una bellissima sensazione percorrere questo porticato. Mi incammino da Porta Saragozza. Nel tratto in pianura passo accanto a luoghi che trasudano di bolognesità: Villa Spada, Villa delle Rose, il Teatro delle Celebrazioni, la mitica videoteca Balboni, che da anni è sinonimo di cinema d'essay. Arrivo quindi al Meloncello e inizio la salita. La fatica è compensata dalla bellezza del porticato, anche se purtruppo non tenuto benissimo, dagli squarci panoramici, che mi permettono di osservare Bologna dall'alto, e dall'affievolirsi del rumore del traffico. E poi non mi corre dietro nessuno e quindi ogni tanto mi fermo per riposarmi. Finalmente arrivo in cima al colle e, dopo una sosta all'esterno, mi prendo un po' di tempo per visitare il santuario. Quindi, tranquillamente, ridiscendo, tornando verso il centro, e pensando che, se si vuole conoscere Bologna, si deve per forza fare questo percorso.

Bere e mangiar bene
Bar Pasticceria La Fantasia del Dolce
Via Saragozza 113/C
40135 Bologna
Tel. +39 0516446432

Se fate questo itinerario, fermatevi alla Fantasia del Dolce per assaggiare uno dei cappuccini più buoni di Bologna, magari accompagnato con brioche di tutti i tipi, trecce alla crema, bomboloni, ciambelle, cornetti glassati, integrali al miele, alla crema, alla marmellata o alla nutella. Vastissima è anche la produzione di pasticceria mignon, biscotteria, torte, come la Ciambella bolognese, la Pinza, l’Angelica e dolci al cucchiaio come il Santhonoré, la Bavarese, il Mille Foglie e la Meringata. Tuttavia la vera specialità della Fantasia del Dolce è il cioccolato che potrete trovare in tutte le forme e in tutti i gusti: fondente, al latte, con nocciole, con noci, con scorze d’arancia, al liquore, al peperoncino e aromatizzato con tante altre spezie. Per Pasqua richiedete un uovo su misura con sorpresa personalizzata!

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