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Foto e riassunto del percorso
Il panorama che si gode da Monte delle formiche
Come arrivarci: da Bologna, dopo il ponte sul torrente Savena, confine naturale tra Bologna e San Lazzaro, al semaforo voltare a destra in via F.lli Canova. Giunti alla fine della strada, voltare a destra in via Bellaria. Proseguire dritti seguendo le indicazioni per il Farneto. Si superano il Farneto, San Salvatore di Casola (o Botteghino di Zocca), il laghetto dei Castori, andando sempre in direzione di Zena. Poco prima di Zena c'è la deviazione per il Monte delle Formiche
Dislivello: 640 m slm
Periodo consigliato: tutto l'anno. Per ammirare lo spettacolo delle formiche alate si consiglia di visitare il monte delle formiche in concomitanza con la festa della Madonna, che si tiene l'8 settembre
Aspetti da segnalare: paesaggistico, culturale, naturalistico, religioso
Consigli pratici: durante la Festa della Madonna il santuario del Monte delle Formiche è meta di moltissime persone, tra cui pellegrini, devoti o semplici curiosi; è difficile trovare posto nel parcheggio antistante il santuario per cui occorre armarsi di pazienza e prepararsi per una camminata
In breve: programma 2004 del solenne Ottavario in onore della Madonna
Data Descrizione
7 settembre Vigilia della Festa
Ore 16.30: S. Messa
Ore 20.00: Ritrovo al Bivio Val Piola; Fiaccolata verso il Santuario con recita del S. Rosario; serata dei Falò nelle Tre Valli
8 settembre Natività della Beata Vergine Maria
Giornata Mariana Sacerdotale
Ore 10.30: Solenne Concelebrazione
Ore 16.30: S messa solenne; processione nel bosce e benedizione
9 settembre 16.30: S. Messa
10 settembre 16.30: S. Messa
11 settembre 16.30: celebrazione; preghiera di affidamento dei bambini alla Madonna; benedizione e omaggio floreale
12 settembre 11.00: momente di preghiera in suffragio dei defunti al Cimitero
11.30: S. Messa
16.00: recita guidata del S. Rosario
16.30: celebrazione solenne; processione nel bosco e benedizione
13 settembre 16.30: S. Messa
14 settembre 16.30: S. Messa
15 settembre 16.30: S. Messa e benedizione dal Piazzale del Santuario
Focus on
L'indicazione per la grotta dell'eremita L'eremita Barberio
In una grotta scavata nello sperone di roccia su cui sorge il santuario della Madonna delle Formiche, nel XVI secolo visse in penitenza un eremita di nome Barberio appartenente all'ordine dei Gesuati (i Gesuati, da non confondere con i Gesuiti, erano un ordine religioso che fu soppresso nel 1668). Sulla parete della grotta si poteva leggere la firma incisa dallo stesso eremita: "Barberius iam ex religione Jesuat 1551" (Barberio, già dell'ordine religioso dei Gesuati 1551). Leggenda vuole che l'asceta assistesse alle funzioni che si celebravano nella Chiesa sulla vetta del monte daa una fessura praticata nella roccia.
Un'altra leggenda è legata alla morte dell'eremita, così raccontata dallo studioso Giuseppe Rivani: "...Una volta in bel giorno di primavera si udirono all'improvviso suonare le campane della Chiesa. L'arciprete balza fuori della Canonica per vedere chi suonasse a quel modo e per qual ragione ma vide la porta del campanile chiusa e il campanaro che guardava estatico. Le campane suonavano da sé... L'arciprete fece aprire la porta della Chiesa, accendendo tutti i lumi e accompagnato dal popolo andò processionalmente alla grotta. Colà, in mezzo a una fragranza di Paradiso, videro l'eremita disteso per terra con un Crocifisso sul petto. Si constatò che esso era spirato da poco e le campane avevano suonato da sé e gli uccelli avevano deliziosamente cantato per accompagnare la sua anima in Paradiso".
Purtroppo alle 4.30 del mattino di martedì 18 giugno 2003 la grotta, meta insieme alla chiesa di molti pellegrini, devoti o semplici escursionisti, è crollata, portandosi via questo piccolo pezzo di storia. Ancora oggi sul sentiero che dal santuario porta alla grotta sono rimaste le indicazioni.
Descrizione del percorso
A una 20 di chilometri da Bologna e da Loiano, si erge, su uno sperone roccioso a strapiombo che domina le valli dell'Idice e di Zena, il santuario di Santa Maria di Zena, meglio noto come Monte delle Formiche. Questo nome deriva da un fenomeno naturale molto particolare che qui si verifica: ogni anno, dai tempi più remoti, nei primi giorni di settembre migrano a sciami su questa vetta, dal centro dell'Europa, i maschi delle formiche alate della varietà Mirmyca Scabrinodis per compiere il loro volo nuziale. Una volta accoppiatesi, le formiche vanno a morire a centinaia di migliaia nella zona del santuario. È uno spettacolo veramente unico e da brivido: si vedono questi nuvoloni neri di formiche arrivare dal cielo e poi morire tutte insieme.
Non è ancora chiaro dal punto di vista scientifico il perché si verifichi tutto questo; forse proprio per questo alone di mistero, il popolo nel corso dei secoli ha associato il culmine di questo olocausto di formiche all'8 settembre, giorno della festa della Madonna,anche se, in realtà, il giorno esatto può variare in base soprattutto alle condizioni climatiche. All'evento è stata data insomma una valenza quasi miracolosa, una specie di omaggio alla Beata Vergine e, anche se la Chiesa ha da sempre precisato che non è così, l'impatto che esso ha avuto sui fedeli è testimoniato da un distico latino ("Centatim volitant formicae ad Virginis aram quo que illam voliant vistmae tatque cadunt", ansiose volano le formiche all'altare della Vergine, pur sapendo che ai suoi piedi moriranno) riprodotto fedelmente sotto l'immagine santa. Ancora oggi, durante la festa nel parco davanti alla chiesa, le formiche vengono raccolte su teli bianchi, benedette e distribuite ai fedeli dentro a sacchetti che, secondo la credenza, dovrebbero portare fortuna. Una signora del posto mi ha anche raccontato che sua madre utilizzava le formiche, oltre che come amuleto, per uno scopo molto più pratico: le dava da mangiare ai propri figli quando questi avevano mal di pancia come infallibile rimedio. E infatti il mal di pancia passava per davvero!!! Come però ridendo ha confessato la stessa signora, che ha poi fatto l'infermiera, non c'era niente di miracoloso in tutto questo anche se, da bambini, era bello pensarlo: in realtà era tutto merito dell'acido formico. Ancora oggi, comunque, le formiche vengono usate a scopo terapeutico per curare micrania, reumatismi e mal di denti.
Ogni anno, oltre alle formiche, nella settimana che comprende l'8 settembre, ci sono le celebrazioni in onore della Madonna, protrettice delle tre vallate Idice, Zena e Savena, scandite, giorno per giorno, da un fitto calendario liturgico che culmina, per l'appunto, l'8 settembre e che ha uno dei suoi momenti più toccanti nell'antichissima Processione del Bosco, che si svolge nella macchia boschiva che circonda il santuario. Le celebrazioni hanno come contorno diversi eventi, tra cui camminate, pesche di beneficienza, esibizioni di cantanti e di campanari e gli immancabili stand gastronomici.
A parte questa settimana di Settembre, veramente ricca di appuntamenti, è una meta notevole tutto l'anno. Dalla cima si gode un panorama incredibile che, in mattine particolarmente terse, spazia dal litorale Adriatico fino alle Prealpi veronesi. La zona è molto interessante anche dal punto di vista geologico (le argille che si trovano ai piedi del monte coprono strati di roccia che conservano pesci fossili del genere "Glupea" e nel 1964 è stato ritrovato addirittura il fossile di una balena) e naturalistico. Forse è per questo che il monte delle Formiche è diventato una tappa privilegiata di numerosi itinerari di trekking e di Bici che si snodano lungo le valli di Zena e dell'Idice. Per non scordare poi i devoti che tutto l'anno vengono fin quassù.
E anche la storia di questo luogo ha il suo fascino, essendo la pieve di S. Maria di Zena una delle più antiche del bolognese: le prima notizie relative a essa risalgono al 1078, anno in cui Matilde di Canossa, l'allora proprietaria di questo territorio, la donò al Vescovo di Pisa. La chiesa allora si chiamava Santa Maria Barbarese e bisogna aspettare fino al 1400 perché il suo nome venga cambiato in Santa Maria Formicarum, a testimonianza che già allora si verificava il fenomeno delle formiche volanti. La chiesa nel corso dei secoli è stata riedificata varie volte: quella attuale risale al 1957 ed è stata ricostruita, su disegno dell'architetto Gaetano Marchetti, dopo essere stata completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale.
In tempi pre-cristiani, questa vetta, come del resto molte altre della zona, come per esempio Monte Bibele, era ritenuta sacra a divinità pagane.
Bere e mangiar bene
Trattoria Ca' di Pippo
Via Monte delle Formiche 5
Pianoro (BO)
Tel. +39 0516510186
Fax 051720250
info@cadipippo.it
www.cadipippo.it
Chiuso il Mercoledì
Vicino al monte delle Formiche, in località Ca' di Pippo, c'è l'omonima trattoria in cui si possono gustare piatti tipici della cucina bolognese. In occasione dell'itinerario ci siamo fermati a mangiare in questo bellissimo posto. Ci siamo sistemati in un tavolo nella veranda esterna da cui abbiamo potuto pranzare ammirando il bellissimo panorama. Da mangiare non abbiamo preso però primi e secondi ma un bel piatto di crescentine, che ci sono state servite con affettato misto, formaggi e sottaceti. Oltre alle crescentine normali, tra l'altro veramente buone, c'hanno dato da mangiare anche delle crescentine agli spinaci, molto particolari. Altre specialità della casa, che vi consigliamo di provare, sono i funghi e i dolci. Insomma, proprio un pranzo con i fiocchi!!!
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