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| Foto e riassunto del percorso |
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Partenza: dalla piazzola di sosta situata all'ingresso dell'area archeologica
Come arrivarci: in auto, da Bologna, prendere via Emilia Levante (il proseguimento di via Mazzini). Alla rotonda, dopo il ponte sul Torrente Idice, voltare a destra imboccando la SP7, in direzione Monterenzio. Seguire la SP7 fino a S. Benedetto del Querceto (una decina di chilometri dopo Monterenzio); qui svoltare a destra in direzione di Quinzano e Loiano. Giunti a Quinzano voltare a destra seguendo le indicazioni "Area archeologico di Monte Bibele"; dopo 2,5 km si arriva all'ingresso dove si può parcheggiare la macchina nell'apposita piazzola di sosta. Da qui proseguire a piedi
(In alternativa, da San Lazzaro di Savena, prendere la SP36 in direzione Farneto e, una volta giunti al bivio in località Zena, proseguire per via Zena in direzione Loiano-Quinzano per circa 10 km)
Difficoltà del percorso: **
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Lunghezza del percorso: circa 3 km
Dislivello: 600 m slm
Periodo consigliato: tutto l'anno. Da evitare dopo o durante giornate di pioggia o neve
Aspetti da segnalare: storico, paesaggistico, naturalistico
Consigli pratici: lasciare le macchine nella piazzola di sosta in modo da non impedire l'accesso ai mezzi agricoli. C'è parecchio da camminare (tra l'altro alcuni tratti in salita), quindi sarebbe meglio essere un minimo allenati. Prendete del tempo per leggere i cartelloni che vi aiuteranno a capire lo sviluppo storico della zona |
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| In breve: il percorso |
| Percorso |
Distanza |
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Piazzola di sosta situata all'ingresso dell'area archeologica |
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Procedere fino ai ruderi di Ca' dei Monti |
400 m |
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Svoltare a sinistra e proseguire in mezzo al bosco (si incontra una deviazione in cui occorre mantenere la destra) |
700 m |
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Alla piazzola di sosta voltare a sinistra verso l'abitato |
150 m |
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Dopo la visita all'abitato, tornare alla piazzola di sosta seguendo il sentiero da cui si è venuti |
150 m |
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Proseguire a dritto verso la necropoli (nelle deviazioni mantenere sempre la destra) |
350 m |
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Dopo la visita alla necropoli, tornare indietro e proseguire dritto per il sentiero che passa in un bellissimo castagneto fino a Ca' dei Monti |
1000 m |
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Da Ca' dei Monti proseguire fino al punto di partenza |
400 m |
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Piazzola di sosta situata all'ingresso dell'area archeologica |
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| Totale distanza percorsa |
3 km circa |
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| Focus on |
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Museo archeologico "Luigi Fantini"
Via Idice 180/1
Monterenzio (BO)
Tel./Fax +39 051929766
museomonterenzio@yahoo.it
Orari: dalla prima domenica di marzo alla prima domenica di novembre, dal martedì al venerdì 9.00-13.00 (negli altri mesi apertura su prenotazione); per tutto l'anno sabato e festivi 9.00-13.00; 15.00-18.00
Chiuso il lunedì
Se fate questo percorso, vi consiglio di visitare anche il Museo archeologico "Luigi Fantini" di Monterenzio. Qui infatti sono conservati la maggior parte dei reperti trovati nell'area archeologica di Monte Bibele (il resto si trova al museo archeologico di Bologna).
Oltre all'atrio, in cui sono illustrate le scoperte archeologiche in quest'area e viene presentata la figura di Luigi Fantini,
preistorico, paleontologo e speleologo bolognese a cui è dedicato il museo, c'è un'ampia sala suddivisa in quattro parti: nella prima vengono tracciate, attraverso numerosi reperti, le tappe dell'antropizzazione di questo territorio; nella seconda si possono ammirare i reperti provenienti dall'abitato di Monte Bibele; la terza è dedicata ai ritrovamenti della Necropoli e presenta anche la ricostruzione di due sepolture, una a incinerazione e l'altra a inumazione, che rappresentano i due tipi di riti funebri praticati dagli abitanti di Monte Bibele; nella quarta, oltre ad altri reperti provenienti dalla Necropoli, ce ne sono anche dell'area di Monterenzio Vecchio. Nel centro della sala, poi, è stata riprodotta fedelmente una casa del villaggio di Monte Bibele.
Il museo organizza anche dei percorsi didattici, tra cui laboratori e visite guidate al museo e all'area archeologica di Monte Bibele. |
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| Descrizione del percorso |
A pochi chilometri da Bologna, a nord di San Benedetto del Querceto e di Quinzano, tra le valli dell'Idice e dello Zena, si trova, immerso in una natura splendida e ancora quasi totalmente incontaminata, Monte Bibele, un massiccio costituito da tre cime principali: Monte Bibele (600 m slm), Monte Tamburino (575 m slm) e Monte Savino (550 m slm), il cui fianco orientale prende il nome di "Pianella di Monte Savino".
Il massiccio deve il suo nome alla presenza di numerose acque sorgive, come è confermato dalla radice latina bib, che significa "bere", e dal nome con cui veniva chiamato in età medievale, Monte Bibulo, letteralmente montagna potabile.
L'abbondanza d'acqua, la posizione strategica del massiccio (dalla cima si dominano le valli dell'Idice e di Zena) e la presenza ai suoi piedi di ricchi giacimenti di rame e ferro furono sicuramenti i fattori determinanti per un insediamento etrusco-celtico in questa zona, i cui resti sono la meta principale di questo itinerario. Il complesso, sviluppatosi intorno al IV secolo a.C. (anche se ci sono tracce precedenti risalenti al V secolo a.C.) e distrutto da un incendio agli inizi del II secolo a.C., è costituito da un abitato, una necropoli e due luoghi di culto, situati a pochi centinaia di metri l'uno dall'altro.
Lasciata quindi la macchina nel piazzale all'ingresso dell'area archeologica ci incamminiamo per il sentiero in mezzo ai campi e, dopo 400 metri, raggiungiamo Ca' dei Monti, una casa colonica abbandonata negli anni '60. Qui prendiamo il sentiero a sinistra che si inerpica nel bosco e dove possiamo notare diverse specie vegetali tipiche di queste zone, tra cui castagni, cerri, ginepri, ginestre e sorbi. Al successivo incrocio prendiamo la deviazione a destra. La salita si fa dura ma, per nostra fortuna, dura poco. Dopo circa 700 metri da Ca' deo Monti arriviamo a una piazzola dove si trova un bivio: a destra si va verso l'abitato e a sinistra verso la necropoli. Scegliamo di andare prima all'abitato. Nel primo tratto del sentiero siamo proprio sulla cresta da qui possiamo ammirare un panorama spettacolare. Dopo un po' ci addentriamo in un fitto bosco che scende fino all'abitato, situato nella Pianella di Monte Savino. Questo villaggio, riportato alla luce solo in parte, fu costruito e abitato inizialmente dagli etruschi a cui, attorno al 380 a.C., si affiancò una componente celtica. A causa della pendenza della montagna, variabile tra i 10° e i 30°, l'area in cui sorge l'abitato fu spezzata in una decina di terrazzamenti, collegati tra loro da un sistema di rampe e strade, su cui furono costruite, in un numero imprecisato che va da tre a sette per terrazzamento, sia le strutture abitative vere e proprie sia gli edifici di uso comune, per esempio alcuni magazzini. Le strade, oltre che per i collegamenti, servivano anche, grazie alla loro pendenza costante del 4%, per fare defluire le acque piovane fuori dal villaggio fino a un inghiottitoio naturale, che oggi viene chiamato la "tana del tasso". Molto suggestivo è il fatto che il percorso all'interno dell'area urbana ricalchi queste antiche strade.
Le case erano costituite generalmente da un unico vano, di forma quadrangolare e di 30-40 mq di superficie, e da due livelli: un piano-terra, l'abitazione vera e propria, e un sottotetto, a scopo accessorio. Il tetto era spiovente, sempre per favorire il defluire delle acque, e costruito semplicemente con legna e strati di arbusti vegetali. Vicino alla parete della casa più lontana dall'ingresso, quindi più riparata, direttamente sul pavimento in terra battura, c'era il focolare utilizzato per cuocere i cibi e riscaldare l'ambiente.
Devo sottolineare come l'abitato non sia proprio tenuto benissimo; molte rovine sono sepolte dalle erbacce. Ma emana comunque un fascino notevole, molto probabilmente dovuto alla natura e al sapere che tanto tempo fa in questo posto abitavano delle persone. È il posto ideale per meditare e rilassarsi.
Dopo una mezz'oretta passata all'interno del villaggio, torniamo sui nostri passi e, giunti nuovamente alla piazzola, proseguiamo in direzione della necropoli, situata sulla cima e in parte del versante occidentale del monte Tamburino. Dopo pochi metri c'è una biforcazione; prendiamo il sentiero in salita sulla destra. Stessa cosa alla deviazione successiva e, dopo circa 350 m dalla piazzola, arriviamo al sepolcreto. In questa necropoli sono state recuperate quasi 170 tombe, la maggior parte delle quali a inumazione e il resto a incinerazione, e un numero importante di corredi funebri, alcuni ancora completi e in buono stato. Proprio ciò che è stato ritrovato nella necropoli costituisce l'evidenza principale della presenza celtica su Monte Bibele.
Vicino alla necropoli, poi, è stato scoperto il deposito votivo più grande dell'Etruria padana: datato tra la metà del V e la fine del IV secolo a.C, ha restituito alcune centinaia di vasi in terracotta miniaturizzati e circa duecento statuette in bronzo, di cui la quasi totalità rappresentanti devoti in preghiera, tranne tre: una rappresenta un guerriero armato di lancia, un'altra un atleta e l'ultima un soggetto zoomorfo.
Non aspettatevi nulla di grande impatto visivo in questa zona; ci sono solo dei paletti a indicare dove erano le tombe.
Terminata la visita alla necropoli, torniamo sui nostri passi e proseguiamo a destra attraverso il sentiero che si snoda in uno splendido castagneto fino a giungere a Ca' dei Monti e, da qui, alla piazzola da cui siamo partiti.
Un bellissimo giro, intriso di storia e in mezzo a una natura mozzafiato.
Per finire, consentitemi un piccolo sfogo. Questa magnifico sito archeologico è ancora poco valorizzato come testimonia lo scarso numero di persone che salgono fin quassù; e se questo è un bene dal punto di vista del preservamento del patrimonio artistico e naturalistico, dall'altro è l'ennesima prova di quello che noi di itineraribologna.it andiamo affermando da tempo: la scarsa affluenza turistica a Bologna non dipende da mancanze della nostra città, quanto dalla scarsa capacità nel promuovere le sue bellezze. |
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| Bere e mangiar bene |
Bar trattoria ristorante da Tony
Quinzano (BO)
Tel. +39 0516546104 |
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| A Quinzano, proprio sulla strada principale, c'è un bar trattoria ristorante molto rustico in cui vale la pena fermarsi a mangiare solo per il proprietario, simpaticissimo, un vero e proprio personaggio. E questa è solo la classica ciliegina sulla torta perché si mangia e si beve veramente bene. Vi consiglio i piatti ai funghi e ai tartufi che, come si evince dall'insegna davanti al locale, sono la specialità della casa. E per i meno esigenti anche dell'ottimo affettato servito con crescentine o con cui potete far riempire deliziosi panini (a me il pane insipido che usano da queste parti fa impazzire) da mangiare al sacco durante il percorso. |
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