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Foto e riassunto del percorso
La zona del sepolcreto
Partenza: dal parcheggio dell'area archeologica
Come arrivarci: in auto, prendere la tangenziale in direzione Casalecchio di Reno e uscire alla n° 1, imboccando l'asse attrezzato sud-est. Immettersi subito nel raccordo autostrada-tangenziale che termina in una rotonda; andare dritto prendendo la SS64 e seguire questa strada fino a giungere a destinazione (l'entrata dell'area archeologica si trova sulla sinistra passato Marzabotto)
Autobus: 92, 706 da Bologna
Treno: linea Bologna-Porretta Terme
Difficoltà del percorso: nessuna
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Lunghezza del percorso: circa 2 km
Dislivello: 135 m slm
Periodo consigliato: tutto l'anno. Da evitare dopo o durante giornate di pioggia o neve
Aspetti da segnalare: storico, culturale, paesaggistico, naturalistico
Consigli pratici: se occorrono altre informazioni relative a Marzabotto andare sul sito del comune all'indirizzo http://www.comune.marzabotto.bo.it/
In breve: la visita all'area archeologica
Zona Descrizione
Il museo La visita inizia da qui: nelle diverse sale sono esposti i materiali trovati nella vicina area archeologica. Si può seguire un percorso didattico sia attraverso pannelli esplicativi sia con ricostruzioni parziali
L'area urbana Uscendo dal museo e andando verso destra si arriva all'area urbana in cui si possono vedere ancora le fondazioni delle abitazioni
L'acropoli In fondo all'area urbana, andando a destra, si sale verso l'acropoli. Qui, immersi in un bosco da favola, ci sono i resti di alcune strutture utilizzate per il culto
La necropoli Scendendo dell'acropoli e proseguendo dritto si arriva nella zona della necropoli, situata in basso rispetto all'abitato, dove si possono vedere i resti di alcune tombe
Focus on
Il cippo in cima a Monte Sole Per non dimenticare: il parco storico di Monte Sole
Il 29 settembre 1944 il territorio di Marzabotto e di alcuni comuni limitrofi fu teatro di una delle più orrende stragi ad opera dei nazifascisti. I tedeschi scatenarono una vasta operazione contro i partigiani della brigata "Stella rossa". Nella loro furia cieca finirono con il trucidare 770 persone, in gran parte donne e bambini.
Con una legge regionale, la 19/89, proprio nei luoghi dove i partigiani tentarono l'ultima disperata difesa, è nato il Parco Storico di Monte Sole. Unico parco di questo tipo in Italia, ha il compito di ricordare questi tragici avvenimenti di cui ancora oggi rimangono segni evidentissimi, in primo luogo lo spopolamento assoluto della zona. All'interno del parco ci sono numerosi itinerari tra cui il principale è "Il memoriale", che passa proprio per i luoghi simbolo dell'eccidio; occorrono circa 5 ore per farlo tutto.
Oltre a essere una buona occasione per non dimenticare, una visita al parco permette anche di immergersi nella natura veramente unica di queste zone. A questo proposito, vi consiglio una visita nel mese di settembre verso il tramonto; potrete assistere facilmente a uno spettacolo incredibile: i cervi maschi che lanciano i loro caratteristici richiami, i bramiti, per attirare le femmine e per allontanare gli altri maschi dal loro territorio.
Per informazioni:
Parco Storico di Monte Sole
Via Porrettana Nord 4 d/e/f
40043 Marzabotto (BO)
Tel. +39 051932525
Fax + 39 0516780056

parco.montesole@cosea.bo.it
Descrizione del percorso
A circa 25 km da Bologna, sulla Porrettana, la strada che conduce fino a Porretta Terme e, da qui, a Pistoia, si trova Marzabotto, una delle più belle e ricche località della provincia di Bologna, il cui nome sembra essere derivato da "Marza Bot", termine con cui si indicavano le botti per la macerazione della canapa, coltivata intensamente nel bolognese fino alla metà del 1900.
Marzabotto deve la sua notorietà principalmente al ritrovamento dei resti della città etrusca di Misa, risalente al VI e al V sec. a.C.. L'area archeologica si trova poco dopo Marzabotto, sulla sinistra, alla sommità del colle Misa. Dopo aver lasciato la macchina nel parcheggio, entro all'interno del museo e, dopo aver pagato il biglietto, inizio la visita. Il museo archeologico Pompeo Aria presenta i materiali rinvenuti nell'area archeologica. La storia di questa zona è stata purtroppo molto travagliata: fu acquisita nel 1831da Giuseppe Aria che fece casualmente i primi ritrovamenti e che, a seguito di questi, finanziò nel 1862 una campagna di scavi i cui risultati portarono all'allestimento di un museo all'interno della Villa Aria. I terreni furono ceduti allo Stato nel 1933 dal conte Adolfo Aria e tutto ciò che era conservato nel museo fu trasferito in un edificio di Misano. Dopo la distruzione della seconda guerra mondiale, si iniziò l'opera di ristrutturazione e di ordinazione del museo, guidata dal prof. Guido Achille Mansuelli, professore dell'Università di Bologna. Il museo archeologico attuale è stato inaugurato nel 1979; al momento della mia visita si sta aggiungendo una nuova ala per mettere in mostra i numerosi materiali conservati ancora non esposti. Questo concatenarsi di eventi, insieme ai diversi furti perpetrati nel tempo, ha portato alla perdita di un grande numero di oggetti e a una grande difficoltà della catalogazione di ciò che è stato salvato, anche dalla distruzione della seconda guerra mondiale. Il museo è comunque ricchissimo e nelle sue ampie sale è possibile ammirare un numero enorme di oggetti, veramente splendidi, con delle precise e approfondite spiegazioni che è possibile leggere su vari cartelloni esplicativi (unico neo: il testo forse è troppo; non è meglio mettere anche una postazione multimediale per i più pigri?). Terminata la visita al museo esco all'aperto e inizio, partendo da destra, la visita all'area archeologica vera e propria. L'area urbana presenta una pianta estremamente regolare a testimonianza probabilmente del fatto che la città fu costruita nel giro di poco tempo, agli inizi del V sec. a. C. (probabilmente su un insediamento preesistente, un villaggio di sole capanne del VI sec. a. C.): quattro strade principali larghe 15 metri attraversavano l'area urbana da Nord a Sud e da Est a Ovest e la suddividevano in settori, chiamati regioni. Queste ultime erano a loro volta suddivise in isolati da strade più piccole, di larghezza pari a 5 a m e disposte in direzione Nord-Sud. All'interno di questi isolati venivano costruite le abitazioni di cui oggi rimangono esclusivamente le fondamenta e alcuni coppi e tegole delle coperture dei tetti conservati nel museo. Le case avevano tutte la medesima struttura, con al centro un cortile a cielo aperto attorno a cui si sviluppavano gli altri locali. Sulle strade si affacciavano i locali dediti alle attività artigianali e commerciali e le officine per la lavorazione del metallo e dell'argilla (altro neo: i cartelli di spiegazione all'interno dell'area urbana sono quasi illeggibili). Arrivati in fondo alla strada principale, svolto sulla destra e mi dirigo verso l'acropoli passando, prima di arrivarci, su un ponte di legno sospeso sopra la SS64. L'acropoli, situata in un bellissimo e suggestivo boschetto sull'altura di Misanello che domina la città a Nord-Ovest, presentava edifici per il culto, come templi e altari, di cui ora rimangono solo le fondamenta e alcuni altri resti nel museo. Fra le altre cose, trovo che l'acropoli sia anche un bellissimo posto per fermarsi a pensare.
Scendendo dall'acropoli e proseguendo dritto arrivo quindi ai resti della necropoli che era situata al di fuori della città, dopo la porta che segnava la fine dell'area urbana. Le tombe, fatte in travertino e indicate da semplici sassi fluviali o da monumenti più elaborati, come cippi a cipolla e stele, anche decorati, erano di due tipi, a inumazione o a incinerazione. Al loro interno contenevano, oltre ai resti del defunto, il corredo funebre. I cippi che si vedono oggi sono stati disposti casualmente. Dalla necropoli, procedendo sulla destra, torno al punto di partenza. La visita richiede circa 3 ore. Il museo e l'area archeologica sono aperti tutti i giorni tranne il 1° maggio, il 25 dicembre e il 1° gennaio. L'area archeologica è visitabile dalle 8.00 alle 19.00, mentre il museo dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30. Per informazioni o prenotazioni:
Tel. +39 0512097715/0512097700
Fax +39 0512097701
Ma Marzabotto non è solo questo: da ricordare anche il Sacrario - Tempio Ossario, nel capoluogo, e il vicino parco storico di Monte Sole, unico esempio in Italia, dedicati entrambi alla memoria delle vittime di uno dei più cruenti massacri nazisti, avvenuto in questa zona nell'autunno del 1944. Da poco è stata inoltre istituita la scuola della pace, che promuove iniziative per diffondere la cultura pacifista soprattutto tra i giovani.
Il vasto territorio di Marzabotto comprende inoltre una serie di località, alcune delle quali piccoli borghetti che hanno mantenuto intatte le loro caratteristiche medioevali e che, tra l'altro, essendo per lo più distanti dalla Porrettana, permettono di godere pienamente della bellezza naturalistica e paesaggistica di queste zone. Tra tutti ricordiamo Panico, con la splendida Pieve di S.Lorenzo restaurata nel 1913 ma risalente alla metà dei XII sec., Montasico, con un piccolo castello che ospitò i Conti di Montasico, Rio, che presenta una torre quasi intatta risalente al '500, e Medelana, che presenta un nucleo di case con torre, detto Casamento, originario del 1500 anche se ampliato nel 1800.
Insomma Marzabotto è la località ideale per passare una o più piacevoli giornate. Per chi volesse saperne di più, consiglio una visita al sito del comune, all'indirizzo www.comune.marzabotto.bo.it/index.htm.
Bere e mangiar bene
Trattoria al Paganein
Via Porrettana 61
Sasso Marconi (Bo)
Tel. +39 051842556
Chiuso il Lunedì sera e il Martedì
Tornando indietro verso Bologna, poco prima di Sasso Marconi, sulla destra c'è la trattoria al Paganein dove vi consiglio caldamente di fermarvi per mangiare un boccone. Il locale è molto particolare nell'arredamento; in una delle sale merita per esempio una visita il coccodrillo che tra l'altro fa letteralmente impazzire i bambini. In quanto al mangiare: oltre alle mitiche crescentine, tra i primi i miei preferiti sono la figata ai porcini (non vi svelo cos'è, ma è una vera figata!) e i tortelloni alle noci. Come secondo vado sempre sul sicuro con della carne alla brace accompagnata da un fritto misto della casa (con anche la crema). Il tutto innaffiato da un buon rosso. Un dolce (sono mitici e molto assortiti) e un caffé mi portano alla fine del pasto. È molto piacevole, quando non c'è troppa confusione, fermarsi a fare due chiacchiere con i proprietari, molto simpatici.
Ah, una particolarità: nel locale è vietato usare il cellulare! Anche per questo è uno dei miei posti preferiti
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