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Ti trovi in Itinerari Bologna > Moto > Passo della Raticosa attraverso la valle dell'Idice
Pianta e riassunto del percorso
Il percorso del Passo della Raticosa Poco prima di arrivare al passo La prima curva a U dopo Monterenzio Alla rotonda girare a destra verso Monterenzio
Partenza: dal Mc Donald's in Via G. Dozza 33, in corrispondenza del distributore dell'Agip e dell'entrata al Parco dei Cedri
Come arrivarci: dal centro di Bologna, percorrere via Mazzini, via Emilia Levante e quindi, arrivati, in via Giuseppe Dozza, poco prima di entrare a S. Lazzaro, sulla sinistra si vede il distributore dell'Agip con annesso Mc Donald's
Difficoltà del percorso: ***
Tempo di percorrenza: circa un'ora (solo andata)
Lunghezza del percorso: 42 km (solo andata)
Dislivello: 960 m slm
Periodo consigliato: primavera ed estate
Aspetti da segnalare: paesaggistico (tipico paesaggio dei calanchi e dei gessi), naturalistico (flora e fauna dell'appennino bolognese)
Consigli pratici: fare attenzione nei sorpassi e non esagerare con la velocità; purtroppo su questa strada si verificano di frequente incidenti, alcuni anche mortali, dovuti all'eccessiva velocità e spericolatezza nella guida
In breve: il percorso e le distanze
Percorso Distanza

Mc Donald's in Via G. Dozza 33

 

Proseguire dritto lungo la Via Emilia fino alla rotonda dopo il ponte sul torrente Idice

4 km
Alla rotonda, svoltare a destra in direzione Monterenzio imboccando la SP7 fino alla rotonda successiva 1 km

Alla rotonda, proseguire dritto per la SP7 su cui si starà per tutto il resto del tragitto. A ogni bivio seguire sempre le indicazioni per il Passo della Raticosa

37 km
Passo della Raticosa  
Totale distanza percorsa 42 km
Descrizione del percorso
Il percorso che descriverò di seguito è uno dei più frequentati dai biker nella provincia di Bologna, forse perché è adatto a ogni esigenza, da chi vuole fare una tranquilla scampagnata, magari in coppia, a chi vuole consumare un po' di tuta all'altezza delle ginocchia. Personalmente mi piace molto perché la strada è piuttosto impegnativa e passa per una della valli meno costruite del bolognese, la valla dell'Idice (almeno fino all'avvento disgraziato dell'alta velocità).
E anche questa volta non ha deluso le mie attese. Mi sono trovato nel primo pomeriggio con due amici all'Agip/Mc Donald's in via Giuseppe Dozza all'altezza del Parco dei Cedri, poco prima di San Lazzaro. Il tempo di fare due chiacchiere e benzina ed eccoci in sella con il casco calato. Imbocchiamo la via Emilia in direzione Imola. Il primo tratto di strada è decisamente altalenante in quanto ci sono continui rallentamenti e stop dovuti ai numerosi semafori. Chi volesse evitare questo stillicidio può passare da dietro San Lazzaro. Noi invece abbiamo proseguito approfittando delle soste forzate per continuare a chiacchierare. Dopo circa 4 km, superati San Lazzaro, La Cicogna e Idice, immediatamente dopo il ponte sul torrente Idice, troviamo una rotonda in cui prendiamo la destra, seguendo le indicazioni per Monterenzio e imboccando la Strada Provinciale 7, che dovremo seguire per giungere a destinazione. Un altro chilometro in quasi rettileneo e arriviamo a un'altra rotonda, in cui proseguiamo dritto. Sulla sinistra c'è un campo nomadi e sulla destra, qualche centinaio di metri dopo, c'è Ca' de Mandorli, disco frequentata dalla gioventù alternativa di Bologna; ottimo posto per chi vuole rockeggiare di notte. Davanti a noi si staglia, inconfondibile, la sagoma di Castel de' Britti; l'omonimo paese, tra l'altro, è il primo che si incontra. Questo primo tratto di SP7 scorre via veloce con i suoi lunghi tratti rettilinei e le poche curve ed è quindi l'ideale per darci dentro con il gas. Si incontrano numerosi paesini e frazioni: Cavaliera (in cui si entra nel territorio di Ozzano dell'Emilia), La Bianchina (ottima la trattoria omonima che è proprio sulla strada), Mercatale, Osteriola, La Noce, La Valle, Mulino del Grillo, Casella (ultima frazione nel territorio di Ozzano dell'Emilia; subito dopo si entra in quello di Monterenzio), Pizzano, Ca' Merla e Ca' di Bazzone (dove sulla destra si trova la deviazione che porta a Zena, ma noi proseguiamo dritto). Dopo 14 km dall'ultima rotonda si arriva quindi a Monterenzio, il paese più grande che si incontra lungo questa strada. All'interno di Monterenzio rallentiamo, per poi riprendere la nostra andatura piuttosto veloce appena usciti. Da qui in poi la strada si fa piuttosto impegnativa, con numerose curve toste, alcune anche a gomito. La prima si incontra dopo aver superato Fiumetto e Savazza, 4 km circa dopo essere usciti da Monterenzio; si arriva a un bivio: dritto si va in direzione Villa di Cassano mentre a destra, a gomito, si prosegue verso il Passo della Raticosa. Superiamo un ponte, un'altra curva a gomito, questa volta a sinistra, ed eccoci su un tratto in rettilineo in cui ci si può lanciare a tutta velocità.
Dopo un altro paio di chilometri arriviamo a Bisano e, subito dopo, in località Palazzo di Bisano. Proprio al centro del paesino c'è una curva a gomito sulla destra (dritto si va in direzione Sassonero e Sassoleone). Appena superata la curva si può ammirare in alto a sinistra la splendida chiesa che domina il paese. Pochi metri e c'è un'altra curva a gomito, sempre sulla destra. Proseguiamo e, dopo aver superato Ca' Corradini, arriviamo a San Benedetto del Querceto. Da Bisano abbiamo fatto altri 3 km. A San Benedetto del Querceto sulla destra c'è la deviazione per Loiano e Quinzano. Noi procediamo dritto; mancano ancora 14 km al passo. Poco dopo finisce il comune di Monterenzio e inizia quello di Monghidoro. Nel momento in cui abbiamo fatto il percorso, in questo tratto c'erano dei lavori in corso dovuti alla TAV, cioè l'alta velocità. A proposito: un paio di chilometri dopo San Benedetto del Querceto, finita una discesa piuttosto ripida e due curve a gomito, la prima a sinistra e la seconda, subito dopo, a destra, si può ammirare (si fa per dire) lo sfacelo provocato dall'alta velocità. Quando lo vedo mi chiedo sempre se, per far risparmiare mezz'ora di tempo a chi va da Milano a Roma, c'era proprio bisogno di deturpare in questo modo l'ambiente (e non era magari meglio investire per fare arrivare in orario i treni che già c'erano?). Dopo un altro rettilineo, inizia il tratto forse più impegnativo di tutto il percorso e che, curva dopo curva, ci porta fino al Passo della Raticosa. Si passa La Palazza dove, sulla sinistra, c'è l'ingresso principale per il Parco La Martina (poco prima abbiamo incontrato la deviazione per Monghidoro e subito dopo incontriamo quella per Pallerano), quindi Frassineta (da San Benetto del Querceto sono passati 6 km) e, dopo altri 3 km, si arriva al confine tra Emilia Romagna e Toscana. Questo ultimo tratto è il più bello dal punto di vista paesaggistico in quanto sembra di essere in alta montagna: godetevelo tutto magari non spingendo troppo sull'acceleratore!
Arriviamo a un bivio: a sinistra si va verso Piancandoli; noi proseguiamo a destra verso il passo. Ed eccoci finalmente arrivati al passo della Raticosa. Essendo domenica, troviamo un sacco di altri centuari provenienti prevalentemente da Bologna e dalla Toscana, ma non solo; c'è anche altra gente giunta fin qua con ogni mezzo: macchina, bici e, incredibile, anche a piedi! Decidiamo di andare a prendere qualcosa allo chalet poi dopo si vedrà: dritto si va verso Firenze (che dista solo 54 km di una strada bellissima) mentre a destra si prosegue per Monghidoro (da cui si può tornare a Bologna per la Futa).
In realtà la strada che abbiamo fatto ci è talmente piaciuta che, dopo esserci ristorati e aver fatto molte chiacchiere anche con altri amici che abbiamo incontrato, un paio d'ore dopo siamo ridiscesi sempre da lì!
Bere e mangiar bene
Chalet Raticosa
Via nazionale 158
50033 Firenzuola (FI)

Tel. +39 0558101342

Una vera e propria istituzione, situato proprio in cima al passo, lo Chalet Raticosa è una tappa obbligatoria per chi viene da queste parti. Si può mangiare, per esempio un buon panino o delle fette di torta, bere del buon vino e rilassarsi all'interno o all'esterno del locale. Fuori, d'estate, viene allestita anche una TV davanti alla quale si scatena un vero e proprio tifo da stadio durante le gare di moto o di formula 1. Giunti qui dopo la nostra cavalcata, mi sono veramente rilassato e rifocillato con un paio di panini con il pecorino (veramente ottimo) e due ottimi bicchieri di vino rosso.

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