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| Pianta e riassunto del percorso |
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Partenza: davanti all'entrata dello Stadio di via Andrea Costa
Come arrivarci:dal centro di Bologna, arrivare sui viali e seguirli fino a porta Saragozza; prendere via Saragozza; al Meloncello voltare a destra in via de Coubertin e al semaforo voltare a sinistra. A 50 m c'è il luogo del ritrovo.
Dalla tangenziale uscire alla numero 2; prendere viale Togliatti in direzione centro. Giunti all'incrocio con via Battindarno voltare a destra quindi proseguire fino a che la via non termina su via della Barca; qui voltare a sinistra. Giunti all'incrocio con via Andrea Costa voltare a sinistra e proseguire fino ad arrivare allo Stadio
Difficoltà del percorso: ***
Tempo di percorrenza: circa un'ora e mezza (solo andata)
Lunghezza del percorso: 69 km (solo andata)
Dislivello: 682 m slm
Periodo consigliato: primavera ed estate
Aspetti da segnalare: paesaggistico
Consigli pratici: la strada è piuttosto impegnativa; fare attenzione nei sorpassi e non esagerare con la velocità |
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| In breve: il percorso e le distanze |
| Percorso |
Distanza |
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Davanti all'entrata dello Stadio di via Andrea Costa |
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Proseguire per via Andrea Costa
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600 m |
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Voltare a destra in via della Barca |
600 m |
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Voltare a sinistra in via Pietro Nenni |
550 m |
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Alla rotonda Malaguti proseguire dritto imboccando via Tadolini e qui, dopo circa 100 m, tenere la sinistra per immettersi sull'Asse attrezzato Sud-Ovest |
500 m |
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Uscire alla seconda uscita (per via Porrettana) e immettersi sul raccordo autostrada-tangenziale |
1,6 km |
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Alla rotonda voltare a destra in via Bazzanese (SS 569) |
3,9 km |
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Dopo circa 4 km, giunti alla rotonda, svoltare a sinistra in direzione Calderino, Tolè immettendosi nella SP 26 |
34 km |
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All'incrocio per Vergato, voltare a destra e proseguire per la SP 26 in direzione di Zocca |
5,7 km |
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All'incrocio successivo, con la SS 623, voltare a sinistra in direzione Castel d'Aiano |
21,2 km |
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Passo della Raticosa |
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| Totale distanza percorsa |
69 km |
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| Focus on |
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Gaggio Montano
Sovrastato dal Sasso di Rocca, un grande blocco ofiolitico sulla cui sommità si erge il Faro dei Caduti della Montagna, mostrato nella foto, con una terrazza belvedere da cui si gode uno splendido panorama, situato nella valle del Silla a circa 690 metri di altezza, Gaggio Montano è un bellissimo paese carico di storia: il Ponte, il borgo originario di Gaggio, presenta alcune case e palazzi del XIII-XIV secolo mentre La Gazzana, l'altro nucleo storico del paese, costruzioni solo un po' più recenti, del XIV-XV secolo; da visitare la Chiesa dei Santi Michele e Nazario, l'oratorio di San Giovanni Evangelista e il Santuario della Madonna degli Emigranti.
Il paese negli ultimi anni è diventato una meta turistica molto frequentata d'estate anche grazie a Gaggio è un miraggio, un ricco contenitore di eventi che si concentrano in special modo nei mesi di giugno, luglio e agosto.
Sono notevoli anche le frazioni, in particolare Affrico e Bombiana; in generale è interessante tutto il territorio del comune con numerose attrazioni dal punto di vista sia culturale sia naturalistico e paesaggistico.
Da Gaggio Montano, inoltre, si possono raggiungere facilmente e velocemente numerose altre località come Lizzano in Belvedere, Zocca, Porretta Terme, Vergato e Montese.
Se volete saperne di più vi più consiglio di fare un salto nel sito del comune all'indirizzo: www.comune.gaggio-montano.bo.it/. |
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| Descrizione del percorso |
È una bellissima domenica di metà settembre; io e la mia ragazza decidiamo di fare un bel giro in moto dalle parti di Gaggio
Montano. Verso le undici di mattina partiamo quindi da casa. La prima parte non è molto interessante. Dopo circa 10 minuti e quattro chilometri di strada, imbocchiamo la bazzanese. Altri quattro chilometri e possiamo finalmente imboccare sulla sinistra la SP6, seguendo le indicazione per Calderino e Tolè. Spingo abbastanza ma non troppo perché c'è parecchio traffico. Una curva a gomito sulla destra, il ponte, una
nuova curva a gomito, questa volta a sinistra, e siamo a Ponte Rivabella.
Due chilometri e siamo a Calderino, superato il quale affrontiamo un lungo rettilineo che finisce all'altezza di Colombara dove spremo al meglio la moto. Passiamo alcune altre frazioni e paesi e arriviamo a
Padova di Ronca. Da qui a Monte Pastore iniziamo veramente a divertirci; c'è un tratto in ripida salita pieno di tornanti, alcuni anche piuttosto impegnativi. Superato Monte Pastore si continua a salire ma la strada si fa più tranquilla.
Si riconosce che siamo dalle parti di Tolè perché iniziano a spuntare come funghi, ai bordi della strada, i chioschi, più o meno arrangiati, che vendono patate; man mano che avanziamo, si fanno sempre più numerosi. La patata di Tolè e il prodotto tipico di questa zona e a Tolè, a fine settembre, le dedicano anche una sagra. Poco prima di Tolè, un bel rettilineo mi permette di soddisfare nuovamente la voglia di velocità. Girare in dolce compagnia è fantastico, soprattutto quando la tua metà è motomunita e si diletta a uscire dalla mia scia sull'orlo degli 11.000 giri!
Superato Tolè affrontiamo un tratto in discesa piuttosto impegnativo con diversi tornanti che termina all'altezza dello stabilimento dell'acqua minerale Cerelia. Permettetemi una piccola digressione: per chi, come me, tifa Bologna l'acqua Cerelia rappresenta un mito. Sono anni che la sua pubblicità, con l'inconfondibile motivetto, viene passata allo stadio prima della partita. Insomma, parafrasando lo stacchetto, è un vero e proprio balsamo di gioventù.
Tornando a noi, la strada riprende a salire e poi ridiscende fino ad arrivare a un bivio, dove è facile vedere fermi a chiacchierare gruppi, anche numerosi, di biker; a sinistra si va a Vergato mentre a destra si prosegue in direzione di Zocca.
Noi proseguiamo a destra verso Zocca. Per un po' la strada prosegue in salita; si affrontano molto curve, alcune anche molto tecniche. Dopo aver scollinato al passo Sella della croce, a metri 802, scendiamo fino all'altezza della strada per Santa Lucia e da qui, di nuovo in salita, arriviamo al bivio con la SS6623.
Questo tratto è immerso nel verde ed è veramente molto bello.
Prendiamo a sinistra per Castel d'Aiano, a cui mancano 3 km.
Senza troppi scossoni, tranne una curva a gomito poco prima del paese, arriviamo al paese; passiamo proprio per il centro, accanto al municipio, che rimane sulla nostra destra. Da qui a Gaggio ci sono altri 18 km. Superato Castel d'Aiano, dopo circa un chilometro in salita, si arriva a passo Braso, a 895 metri sul livello del mare e, dopo altri tre chilometri, questa volta in discesa, arriviamo a un'incrocio; a sinistra si va Marano e a destra a Montese, noi proseguiamo dritto. Qualche chilometro in salita dopo di che affrontiamo una discesa, anche piuttosto ripida, con numerose curve, anche a gomito, e chichane. Questo tratto di solito è poco trafficato per cui si può anche correre, ovviamente senza esagerare :-). Verso Gaggio, sulla destra, si può ammirare un bellissimo panorama.
Passiamo accanto a una piccola chiesetta con scritto Ave Maria, quindi al centro sportivo e infine arriviamo nel centro di Gaggio, all'altezza del Municipio, dove ci fermiamo per ristorarci in uno dei numerosi bar e decidere cosa fare dopo.
Le opportunità sono molte: possiamo tornare a Bologna rifacendo il percorso dell'andata a ritroso oppure prendendo la SS324 in direzione Porretta e, arrivati sulla SS64, svoltando a sinistra e seguendo quindi la Porrettana. Avendo del tempo, possiamo prendere la SS64 verso Porretta e da qui raggiungere Ponte della Venturina e quindi, con la SP40, il bacino di Suviana, una delle mete più frequentate dai biker di queste zone. Invece, dopo essere andati un po' a zonzo per Gaggio, decidiamo di tornare sui nostri passi e di fare una piccola deviazione a Santa Lucia dove, nell'omonima osteria, ci fermiamo per pranzare. Dopo il pranzo, molte chiacchiere e una bella camminata per digerire, scendiamo per la strada dell'andata ma, arrivati al bivio per Vergato, lasciamo la SP26 svoltando a destra in direzione di Vergato. Dopo circa 10 km (e un po' di bei tornanti) arriviamo a Vergato e voltiamo a sinistra per Bologna. Ancora un'oretta e saremo a casa.
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| Bere e mangiar bene |
Santa Lucia
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| Andando verso Gaggio Montano, poco prima di raggiungere l'incrocio con la SS623, circa 8 km dopo Tolè, sulla destra c'è via Santa Lucia, che porta all'omonima frazione che fa parte del comune di Castel d'Aiano.
In questa
piccola località, che si raggiunge un chilometro dopo aver lasciato la strada principale, si può ammirare la bellissima Chiesa abbaziale di Santa Lucia; di origini antichissime (le prime notizie risalgono al 948), a causa dello stato di rovina in cui versava, fu completamente ricostruita nel 1951. Nella cripta sono però conservati tuttora un bellissimo affresco risalente al '500 e alcune colonne con capitelli originali.
Se capitate da queste parti, poi, vi suggerisco di andare a mangiare due borlenghi all'Osteria di Santa Lucia, proprio vicino alla chiesa: sono veramente squisiti. E magari fate anche un salto alla Cooperativa casearia Pieve Roffeno di Santa Lucia per un po' di spesa: aperta anche alla domenica, offre una vasta scelta di salumi e, soprattutto, di formaggi, tra cui parmigiano, caciotta, burro e ricotta, tutti di loro produzione ed estremamente genuini (il caseificio ha un sistema di qualità certificato ISO 9002, più di così). Per chi come me ama mangiar bene e sano, è una tappa quasi obbligatoria. La cooperativa, che si trova in via Santa Lucia 19, poco distante dalla chiesa, fa parte anche del consorzio In Forma (www.consorzioinforma.com/home.htm).
Ah, dimenticavo: non fatevi spaventare dal forte odore che si sente; anche questo è sintomo di genuinità. E d'altronde, con tutti gli allevamenti che ci sono in zona, non si può pretendere che ci sia profumo di violette! :-)
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