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Ti trovi in Itinerari Bologna > Moto > Al confine con la Toscana
Pianta e riassunto del percorso
Il percorso al confine con la Toscana Castel d'Alpi Castel d'Alpi
Partenza: da Monghidoro
Come arrivarci:da Bologna, prendere la SS 65, la Futa, e seguirla fino ad arrivare a destinazione
Difficoltà del percorso: ****
Tempo di percorrenza: circa due ore
Lunghezza del percorso: circa 53 km
Dislivello: 968 m slm
Periodo consigliato: primavera ed estate
Aspetti da segnalare: paesaggistico, naturalistico
Consigli pratici: la strada è piuttosto impegnativa; fare attenzione nei sorpassi e non esagerare con la velocità. Questo itinerario è un ottimo complemento ad altri giri, per esempio quello della Futa o quello del Passo della Raticosa
In breve: il percorso e le distanze
Percorso Distanza

Monghidoro

 

Proseguire per la SS 65 in direzione Firenze

6 km
Al passo della Raticosa, voltare a destra proseguendo lungo la SS 65 13 km

Subito dopo il passo della Futa, voltare a destra in direzione Roncobilaccio e quindi tenere la destra in direzione di Bruscoli prendendo la SP 59

11 km
Prima di Pian del Voglio, voltare a destra in direzione Madonna dei Fornelli 6 km

Arrivati a Val Serena, prendere a sinistra sempre in direzione di Madonna dei Fornelli, quindi tenere sempre la sinistra nella successiva deviazione

5,5 km
A Madonna dei Fornelli, svoltare a destra in direzione Monghidoro (SP 60) 10 km

A Ca' del Costa, voltare a sinistra verso Monghidoro

1,6 km
Monghidoro  
Totale distanza percorsa 53 km
Focus on
Monghidoro
Situato a una quarantina di chilometri da Bologna e a 841 m slm, un tempo era conosciuto come Scaricalasino, in quanto era la barriera doganale pontificia con la Toscana in cui venivano per l’appunto scaricati gli asini dalle merci. Il nome attuale probabilmente deriva da uno stanziamento di Goti che, circa tredici secoli fa, si stabilì in queste zone abbastanza a lungo da far passare ai posteri il nome "Mons Gothorum" (Monte dei Goti), da cui appunto Monghidoro. Per molto tempo le attività principali della zona furono collegate alla conformazione geolitologica, che alterna banchi di arenaria a strati marnosi e che consentì l'apertura di numerose cave e il lavoro di numerosi scalpellini, e allo sfruttuamento dei torrenti Idice e Savena attraverso numerosi mulini, alcuni dei quali ancora oggi visitabili seguendo un percorso suggestivo in mezzo alla natura e chiamato per l'appunto strada dei mulini. Negli ultimi anni hanno assunto sempre maggiore le attività collegate con le vacanze: soprattutto nei mesi d'estate, Monghidoro viene infatti preso letteralmente d'assalto da numerosi turisti che qui vengono a cercare un po' di sollievo dalla calura estiva. A parte il fresco, Monghidoro ha molto da offrire a chi lo sceglie come luogo per le vacanze, in particolare dal punto di vista naturalistico. Da qui è infatti possibile partire per delle stupende passaggiate immersi in una natura incontaminata, scegliendo uno dei tanti percorsi CAI che si snodano nelle vicinanze. Nel paese e nelle località vicine, soprattutto in agosto, ci sono diverse sagre e feste in cui poter passare delle piacevoli giornate o serate. La sera ci si può anche lanciare nell'immancabile struscio, magari accompagnato da un buon gelato, lungo il corso principale del paese. Anche i dintorni sono assolutamente da visitare; da segnalare per esempio a Piamaggio il Museo della Civiltà in cui sono riprodotti gli ambienti della tipica casa contadina di una volta. Non ci si dimentichi poi che da qui in pochi minuti si possono raggiungere il passo della Raticosa e la Toscana. Chi volesse maggiori informazioni, può consultare il sito del comune all'indirizzo www.comune.monghidoro.bo.it/
Descrizione del percorso

L'itinerario che descriverò oggi parte da Monghidoro e si snoda al confine tra l'Emilia Romagna e la Toscana, toccando dei punti che a mio parere non hanno eguali a livello naturalistico e paesaggistico, come la Val Serena. Di per sé è un percorso probabilmente più adatto alle macchine che alle moto, ma ve lo propongo lo stesso, magari come complemento ad altri giri più consueti, come quelli presentati negli itinerari La Futa e Passo della Raticosa. Premetto però che chi ama principalmente la velocità, è meglio che prenda altre strade. Quelli che io chiamo motociclisti meditativi saranno invece entusiasti.
È una bella domenica di settembre. Con un paio di amici raggiungo Monghidoro abbastanza sul presto, verso le dieci del mattino, seguendo la Futa. Dopo un buon caffè in un bar nel centro del paese, ci rimettiamo in sella e riprendiamo la Futa, direzione Firenze. Costeggiamo il paese mantenendo sempre la sinistra e seguendo le indicazioni per il capoluogo toscano. Al bivio per Campeggio, proseguiamo dritto. Mancano circa 5,7 km al passo della Raticosa. Passiamo Ca' del Costa quindi, subito dopo la località La Ca', la strada inizia a scendere e si entra in Toscana, nel territorio del comune di Firenzuola. Tocchiamo alcuni piccoli borghi: Filigare, dove c'è il complesso della dogana granducale, e Montalbano, dove la strada inizia a risalire e da cui mancano 2,7 km al passo. Superata La Posta, dopo circa 2 km, si arriva al passo della Raticosa, luogo di ritrovo molto conosciuto dai motociclisti sia emiliani sia toscani: in alcune domeniche si riesce a malapena a passare tante sono le moto parcheggiate. Questa volta noi rallentiamo solamente per poi proseguire sulla destra in direzione Firenze. Mancano 12,8 km al passo della Futa. Dopo circa 1 km di discesa giungiamo a Pietramala, un paesino molto vivo dove spesso nel weekend si tiene qualche sagra o festa paesana. Dopo il bivio per Firenzuola, in cui proseguiamo dritto, la strada riprende a risalire in direzione del passo della Futa. Dopo una serie di saliscendi e una discesa, che inizia a circa 4 km dal passo, si arriva al passo della Futa dove non ci fermiamo neanche perché non c'è nulla da vedere. Subito dopo, voltiamo a destra per Roncobilaccio e di nuovo subito a destra per Bruscoli, immettendoci così sulla SP 59. Appena imboccata questa strada, sulla sinistra notiamo il cimitero militare tedesco. La strada, dopo una breve salita, inizia a scendere. In questo tratto si può andare piuttosto forte anche se vi consiglio di ammirare la pineta che racchiude da ambo i lati la strada, veramente meravigliosa. Alla successiva deviazione per Roncobilaccio noi proseguiamo dritto verso Bruscoli. Si passa una cava sulla destra, dove la strada inizia a risalire e finisce la pineta. Dopo un km la strada riprende a scendere e affrontiamo alcune curve anche piuttosto impegnative. Passiamo per Fratte e quindi arriviamo a Bruscoli, dove c'è il museo etnografico; siamo sempre in Toscana nel comune di Firenzuola e stiamo procedendo lungo la SP 59. Dopo Bruscoli c'è un tratto piuttosto tecnico, con numerosi saliscendi, quindi rientriamo di nuovo in Emilia Romagna, in provincia di Bologna, nella comunità montana delle cinque valli bolognesi. Prima di Pian del Voglio, prendiamo la deviazione sulla destra verso Madonna dei Fornelli e la Val Serena. Questa strada è piuttosto ripida e stretta e anche il manto stradale non è dei migliori per cui occorre prestare molta attenzione. Ne vale la pena però perché è uno dei punti a mio parere più incantevoli di tutta la provincia di Bologna. Dopo un piccolo borghetto, Torre Galappio, la strada è completamente immersa nel verde. Si passa per Ca' dei Santoni, un altro piccolo borgo dove c'è una trattoria che consiglio vivamente, e quindi si raggiunge la meravigliosa Val Serena, un posto magico che sembra uscito da una fiaba. Siamo nel comune di San Benedetto Val di Sambro. A Val Serena incontriamo un bivio; prendiamo a sinistra per Madonna dei Fornelli. Passiamo per Pian di Balestra, dove per poco non faccio fuori uno scoiattolo che tenta il suicidio attraversando la strada improvvisamente di fronte alla mia ruota, quindi, alla successiva deviazione, voltiamo a sinistra sempre in direzione di Madonna dei Fornelli. Superiamo la deviazione per Monte Fredente e arriviamo finalmente a Madonna dei Fornelli. A sinistra si va verso San Benedetto Val di Sambro, a cui mancano 3 km; noi invece svoltiamo a destra in direzione Monghidoro che da qui dista 11 km. La strada, la SP 60, dopo una breve salita, inizia a scendere in modo piuttosto ripido, con diversi curvoni. Dopo circa 3 km arriviamo a Castel dell'Alpi, riconoscibile dal bellissimo laghetto. Superata la deviazione sulla destra per Pietramala, entriamo nel comune di Monghidoro; subito dopo, sulla sinistra, c'è la deviazione per Pianoro e Bologna. Noi proseguiamo dritto lungo la SP 60 in direzione Monghidoro. Passiamo da Piamaggio, un bel paesino dove c'è il museo della civiltà contadina, quindi arriviamo a Ca' del Costa dove svoltiamo a sinistra sulla SS 65 verso Bologna e Monghidoro. Eccoci di nuovo sulla Futa sulla via di casa.

Bere e mangiar bene
Trattoria da Carlet
Via Vittorio Emanuele 20
Monghidoro (BO)
Tel. +39 0516555506
Chiuso il lunedì sera e il martedì
dacarlet@libero.it
www.dacarlet.it

Se fate questo itinerario, vi consiglio di fermarvi a pranzare o a cenare alla trattoria da Carlet a Monghidoro. In un ambiente veramente confortevole e familiare potrete gustare le specialità della cucina tradizionale della montagna bolognese, scegliendo tra un vasto assortimento di primi, secondi, contorni e dolci, innaffiando il tutto con una buona bottiglia di vino. Personalmente vi consiglio di provare le specialità della casa, a cui non rinuncio mai quando capito da queste parti: il fritto misto all'italiana, abbondante e gustoso, e la tagliata, in una qualsiasi delle varietà proposte (alla senape, all'aceto balsamico, alla rucola e grana, ai funghi porcini, ai funghi galletti).

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