|
| Informazioni utili |
|
Ente Gestore: Consorzio Parco di Monte Sole Sede: Via Porrettana Nord, 4D/E/F - 40043 Marzabotto (BO)
Tel: +39 051932525
Fax: + 39 0516780056
E-mail: parco.montesole@cosea.org
Sito Web: www.regione.emilia-romagna.it/parchi/montesole
Superficie: 6.300 ha
Altezza: min.: 101 m s.l.m.;
max.: 826 m s.l.m.
Comuni interessati: Grizzana Morandi, Marzabotto, Monzuno
Istituzione: legge regionale 27 maggio 1989, n. 19
Mappe: presso il Centro Visite Il Poggiolo potete trovare un pieghevole gratuito con la mappa dell'intera zona
Come arrivarci: in auto, prendere la tangenziale in direzione Casalecchio di Reno e uscire alla n° 1, imboccando l'asse attrezzato sud-est. Immettersi subito nel raccordo autostrada-tangenziale che termina in una rotonda; andare dritto prendendo la SS64 e seguire questa strada fino a Marzabotto e quindi a Pian di Venola (in alternativa prendere l'A1 in direzione Firenze, uscire a Sasso Marconi quindi proseguire fino a Pian di Venola); svoltare a sinistra al cartello "Parco storico di Monte Sole". Lasciare la macchina presso l'ampio parcheggio situato nelle vicinanze del
centro di accoglienza ed ospitalità "Il Poggiolo".
Da segnalare anche le linee ferroviarie Bologna - Firenze (stazioni di Monzuno e Grizzana) e Bologna - Porretta - Pistoia (Lama di Reno, Marzabotto, Pioppe di Salvaro, Vergato).
Altri siti :
www.parks.it/parco.monte.sole/index.html |
|
|
|
| Territorio |
Situato sulla media collina a sud di Bologna, all'interno dei Comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno, il parco di Monte Sole si estende su una superficie di circa 6.300 ettari compresa fra il fiume Reno e il torrente Setta, dalla confluenza dei due corsi d'acqua a Sasso Marconi alla strada che collega Vergato a Grizzana Morandi.
La grande varietà di paesaggi e di forme che si riscontrano all'interno del parco è riconducibile alla presenza di diversi tipi litologici, dovuti a loro volta ai diversi processi orogenetici e di sedimentazione. I principali rilievi del Parco, Monte Baco, Monte Sole e Monte Salvaro, sono formati da arenarie molto compatte, color nocciola o grigio chiaro, appartenenti alla Formazione di Bismantova, su cui si modellano forme aspre caratterizzate da ripide pareti e incisioni torrentizie strette e profonde. Da Monte Termine al fondovalle del Setta si estendono le Arenarie di Loiano, biancastre e quarzoso feldspatiche. Le zone vicine a Vergato, Pian di Setta e Grizzana Morandi sono invece caratterizzate da versanti costituiti da argille scagliose, in cui vi è la presenza diffusa di fenomeni di dissesto che determinano una morfologia più dolce. Inoltre, nei versanti argiliosi esposti a Sud, i fenomeni erosivi possono generare la formazione di calanchi. |
|
|
|
| Flora e fauna |
Dal punto di vista vegetale, la particolare collocazione geografica dell'area, che si trova ai limiti della zona climatica mediterranea, ma risente ancora delle influenze continentali proprie dell'Emilia centrale, e le diverse condizioni di terreno e di esposizione al sole, hanno favorito lo sviluppo di una grande varietà di specie. Nei rilievi meno esposti al sole si incontrano fitti boschi in cui le specie più diffuse sono carpino nero, orniello, acero opalo e campestre, ciliegio selvatico, maggiociondolo, sorbo domestico, ciavardello. Lo strato arbustivo è caratterizzato prevalentemente da madreselva pelosa, sanguinello e, lungo i torrenti, da nocciolo, mentre nel sottobosco spiccano le foglie sempreverdi di Daphne laureola e il pungitopo. Nei versanti meridionali soleggiati si trovano boschi bassi e radi costituiti prevalentemente da roverella e da orniello con uno strato arbustivo molto ricco di cui fanno parte citiso, coronilla, perastro, lantana, sanguinello, rosa selvatica, prugnolo e biancospino, spesso sormontati da fusti lianosi di asparago pungente. L'area del parco verso la valle del Setta, dai dintorni di Vado fino
al confine meridionale, è caratterizzato invece da un substrato acido che favorisce le specie acidofile, in primis il castagno. Infine, sui pendii rocciosi la vegetazione si dirada ed è costituita prevalentemente da assenzio maschio, elicriso, dal profumo che ricorda la liquerizia, e ginestra.
Questo elevato grado di diversificazione ambientale, unito alla scarsa presenza dell'uomo, ha favorito la presenza di una grande varietà di specie animali. Tra i mammiferi, oltre alle specie più comuni, tra cui ricordiamo il riccio, la lepre, il ghiro, il moscardino, la donnola, la faina, la volpe e il tasso, vi è una ricca popolazione di ungulati che da alcuni decenni hanno ripopolato queste zone e tra cui spiccano cinghiali, caprioli, cervi e daini.
Sono ben 65 le specie di uccelli che nidificano nel parco. Le specie più comuni sono capinera, fringuello, ciuffolotto, pettirosso, scricciolo, cuculo e ghiandaia. Importante è la presenza di altre specie come l'Albanella Minore e il Falco Pecchiaiolo.
La presenza di due corsi d'acqua, il Reno e il Setta, e di numerose pozze favorisce la presenza di numerosi anfibi, i più comuni dei quali sono la rana verde e la raganella.
Numerosi infine anche i serpenti, tra cui non manca la vipera comune, e le lucertole. |
|
|
|
| Pillole |
La nascita
Il Parco di Monte Sole è il primo e unico esempio di parco storico in Italia. Istituito con una legge regionale, la 19/89, ha il compito di
conservare la memoria storica della Resistenza e degli eccidi nazifascisti del
1944 che si consumarono in questi luoghi.
Il nome
La tradizione narra che Monte Sole si chiami così perché, essendo il più alto della zona, è l'ultimo a essere illuminato dal sole.
La Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole
Nata nel 2002, con sede all'interno del parco stesso, la scuola si pone come obiettivo principale l'educazione alla pace, alla convivenza e al rispetto reciproco, per evitare che i tragici fatti di Monte Sole possano ripetersi. A chi fosse interessato alle attività e ai progetti della scuola consigliamo una visita al sito www.montesole.org/default.asp.
Gli itinerari
Sono cinque gli itinerari che si svolgono all'interno del parco: l'itinerario del Memoriale è il principale e tocca gran parte delle località che furono coinvolte nell'eccidio nazista; facendo l'itinerario naturalistico potrete scoprire le bellezze naturali di questo meraviglioso posto; l'itinerario di Montovolo segue invece le tracce degli antichi pellegrini che per secoli passarono da questi monti; con l'itinerario etrusco sarete catapultati indietro nel tempo, ai primi insediamenti umani in questa zona; infine potrete guardare questi luoghi con l'occhio di Giorgio Morandi, che da essi trasse spunto per molte delle sue opere.
I bramiti dei cervi
Se sul finire dell'estate girovagate in questo parco verso il tramonto e nelle ore notturne, potrete ascoltare un vero e proprio concerto: sono i maschi adulti dei cervi in amore che emettono il loro caratteristico richiamo, detto bramito.
Il campeggio per nudisti
Pochi lo sanno ma a Monte Sole si trova anche un campeggio per nudisti molto frequentato. |
|
|
|
| Al parco con le GEV |
| Le GEV in questo parco svolgono in prevalenza vigilanza funghi, tartufi, abbandono rifiuti e normativa parchi. Ricordatevi che quando si visita un parco è buona norma lasciare le cose al loro posto e avere rispetto per la natura anche per non incappare in salatissime multe. Se producete dei rifiuti, per esempio, non abbandonateli dove siete ma portateli fino al primo cassonetto. Un piccolo sforzo per voi è un grande aiuto alla conservazione delle bellezze della natura. |
|
|
 |
|
| Descrizione |
II 29 settembre 1944 il territorio di Marzabotto e di alcuni comuni limitrofi fu teatro di una delle più orrende stragi ad opera dei nazifascisti. Le truppe alleate all'inizio del mese di settembre riuscivano a rompere la linea Gotica, che divideva l'Italia dall'Adriatico al Tirreno e che in questa zona era attestata tra Lagaro
e Vergato, e a posizionarsi a poca distanza da Montesole. In questa zona operava la brigata partigiana Stella Rossa, costituitasi a Vado, una frazione di Monzuno, nel 1943 e che poteva contare su 800 uomini impegnati, fin dall'inizio, in azioni di guerriglia e di disturbo all'operato dell'esercito di occupazione tedesco. I partigiani rappresentavano a questo punto una seria minaccia per i tedeschi che, il 29 settembre scatenarono agli ordini del maggiore Walter Reder una vasta operazione contro la brigata Stella Rossa che finì con il colpire tragicamente soprattutto la popolazione civile, "rea" secondo i nazisti di appoggiare i partigiani: nella loro furia cieca, i reparti tedeschi trucidarono sistematicamente 770 persone inermi, in gran parte donne e bambini.
Con una legge regionale, la 19/89, proprio nei luoghi dove i partigiani tentarono l'ultima disperata difesa, è nato il Parco Storico di Monte Sole. Unico parco di questo tipo in Italia, ha il compito di ricordare questi tragici avvenimenti di cui ancora oggi rimangono segni evidentissimi, come lo spopolamento assoluto della zona. All'interno del parco ci sono numerosi itinerari tra cui il principale è "Il memoriale", che passa proprio per i luoghi simbolo dell'eccidio e che, partendo dal Centro Visite Il Poggiolo, porta fino alla cima di Monte Sole dove è collocata una stele in memoria dei partigiani immolatisi su questi monti per difendere la libertà e la democrazia (fate attenzione perché l'ultimo tratto, di circa 300 m, che porta fino alla cima, è veramente duro). Occorrono circa 5 ore per farlo tutto. Tra i luoghi più significativi che si incontrano segnaliamo:
- i resti della pieve e del borgo di San Martino, con il cimitero che reca il cippo in memoria di don Giovanni Fornasini e degli altri 4 parroci uccisi
nel 1944. All'interno della pieve in quella terribile giornata si radunarono più di una quarantina di persone, sperando così di avere salva la vita. I tedeschi invece li fecero uscire e li fucilarono davanti alla vicina casa del contadino.
- i ruderi dell'edificio di Caprara, che fino al 1882 fu sede dei Comune di Marzobotto. All'interno di una sua stanza, il 29 settembre 1944 i tedeschi radunarono una cinquantina di persone (donne e bambini) e li uccisero lanciando bombe a mano. Morirono tutti tranne un bambino e una donna che riuscirono a salvarsi gettandosi dalla finestra.
- il cimitero di Casaglia e i due monasteri della Piccola Famiglia dell'Annunziata, fondata da Don Giuseppe Dossetti. Il prelato, morto nel 1996, è sepolto in questo cimitero.
- i resti del palazzo di Cerpiano, in cui si consumò uno degli atti più crudeli di quella giornata. Nel 1927 venne creato, annesso al Palazzo,
un asilo che fu affidato in gestione ad Antonietta Benni. Il palazzo durante il periodo della guerra diventò rifugio per molte persone in fuga dalla valle del Setta che, a causa della presenza della ferrovia e dei ponti, era frequentemente obiettivo delle incursioni alleate. Quel terribile giorno, all'arrivo dei tedeschi, parte degli inquilini del palazzo scapparono nei boschi mentre altri (una cinquantina di
donne e bambini) cercarano scampo nella cantina del Palazzo. I tedeschi purtroppo li scoprirono; li fecero
salire nella cappella attigua, quindi chiusero le porte e iniziarono a gettare dentro
bombe a mano. Il massacro si protrasse per 33 ore con continui lanci
di bombe e incursioni all'interno per dare il colpo di grazia ai feriti. Nascosti sotto i cadaveri ci furono solo tre superstiti: la maestra Benni e due bambini di 6 e 8 anni.
- la chiesa di Casaglia di Caprara, di cui oggi restano la base del campanile, il muro perimetrale, l'abside, l'altare e
le cappelle laterali semidistrutte. È un'ulteriore testimonianza dell'eccidio: la parrocchia di Casaglia contava sotto di sé, nel 1936, 123 famiglie, per un totale di 716 abitanti. Dopo il 29 settembre 1944 non ci fu più nessuno.
Il Parco Storico di Monte Sole: per non dimenticare!!! |
|
|
|
| Il centro visita |
Centro visite Il poggiolo
Via San Martino 25
40043 Marzabotto (BO)
Tel.e Fax 0516787100 |
|
| Tutti i percorsi alla scoperta della storia e della natura di Monte Sole partono dal Centro Visite Il Poggiolo, nel cui ampio parcheggio è possibile lasciare auto e pullman per poi proseguire a piedi la visita. Inaugurato nel 1994, il centro, che ogni anno viene ulteriormente rifinito, è dotato di aula didattica, bar, ristorante e alcune camere. Il Comune di Marzabotto lo utilizza per numerosi campi estivi ed in effetti questi luoghi sono l'ideale per i bambini. Noi però lo consigliamo anche a chi voglia passare qualche giorno immerso in una natura incontaminata a solo pochi chilometri dalla città. |
|
|
|
 |