|
| Pianta e riassunto del percorso |
|
Tipologia: itinerario storico/religioso da fare in auto
Partenza:
dall'inizio della SS610
Come arrivarci: in auto, da Bologna o da Rimini, prendere l'autostrada e uscire a Imola. Quindi seguire le indicazioni per Firenze. In alternativa, per raggiungere Imola, si può utilizzare la via Emilia
Difficoltà del percorso: nessuna
Tempo di percorrenza: dipende; per farlo bene prendersi un'intera giornata
Lunghezza del percorso: variabile
Dislivello: variabile
Periodo consigliato: tutto l'anno; evitare le giornate di brutto tempo
Aspetti da evidenziare:
religioso, storico, culturale, paesaggistico, naturalistico
Consigli pratici:
prendersi del tempo per visitare ogni paese e località; magari spalmare l'itinerario su due giorni
|
|
|
|
| In breve: i comuni nel bolognese interessati |
| Comune |
Descrizione |
| Borgo Tossignano |
Si trova nel punto in cui la bassa valle del Santerno interseca la vena del gesso. La sede storica del comune è nella località Tossignano. Sono presenti resti di età villanoviana (vi è stata scoperta una necropoli risalente all'VIII secolo avanti Cristo)
|
| Casalfiumanese |
Risalendo la valle del Santerno, è il primo paese che si incontra. L'abitato sorge su un poggio che domina lo sbocco della valle laterale del rio Casale. Oltre ad alcune case-torri del trecento, da segnalare, in località Riviera, la chiesa della Visitazione con il campanile che risale al secolo XV
|
| Castel del Rio |
Si trova nella media valle del Santerno, alla sinistra del fiume, in una piccola conca dominata da un colle su cui rimangno i resti di un castello che costituiva il nucleo originale del paese. Da segnalare Palazzo Alidosi (gli Alidosi furono la famiglia che, dopo Matilde di Canossa, dominò il paese dal '200 al '500), iniziato nel 1480 e rimasto incompiuto, e il ponte d'Osta a schiena d'asino risalente al XV secolo |
| Imola |
Sviluppata prevalentemente sulla sinistra del fiume Santerno, in pratica a metà strada tra Bologna e Forlì (e quindi al confine tra l'Emilia e la Romagna) è una città dalla grande storia: dal primo insediamento su una collina a sud della città, denominata Castellaccio, in cui abitarono popolazioni di civiltà italica, villanoviana e gallica, all'occupazione romana, dal dominio su di essa della Chiesa alla seconda guerra mondiale, che vide il fronte della guerra fermarsi sul suo territorio per sette mesi e la distruzione del 48% delle sue case a opera dei bombardamenti. Tutte queste vicissitudini hanno lasciato numerose tracce, tra cui di particolare importanza sono la Rocca Sforzesca, il Palazzo Tozzoni e la Chiesa di San Domenico.
Attualmente è un importante centro economico ma anche una città molto attenta alla cultura, all'arte e alla musica.
È famosa anche per il suo autodromo dove si tiene uno dei gran premi di formula 1 più seguiti e sentiti al mondo |
|
|
|
| Focus on |
 |
La pietra serena
Anche se non è un prodotto tipicamente bolognese, vogliamo dedicare il focus on alla pietra serena di cui Firenzuola, punto di arrivo di questo itinerario, è la patria indiscussa; qui venne infatti utilizzata per le costruzioni e gli ornamenti architettonici fin dal 1332, anno di fondazione della città. La pietra serena, che nei secoli passati artisti del calibro di Michelangelo, Brunelleschi e Vasari usarano come materiale di partenza per le loro opere, gode oggi di uno straordinario momento di riscoperta, iniziato più o meno nel 1950: da un lato, le tecniche moderne di estrazione e di lavorazione ne hanno consentito una più ampia diffusione; dall'altro, gli scalpellini, che per fortuna ancora operano a Firenzuola e dintorni, hanno permesso di mantenere anche l'aspetto artistico e artigianale legato alla pietra serena.
A chi volesse saperne di più consigliamo una visita al museo della pietra serena, situato nel seminterrato della Rocca del Palazzo Comunale a Firenzuola, di cui di seguito forniamo alcuni dati di contatto. Qui, oltre all'illustrazione degli aspetti legati alla lavorazione ed estrazione della pietra e a un'ampia raccolta di oggetti di vita quotidiana, viene mostrata l'abilità dei maestri scalpellini, autori di pregevoli manufatti d'arte.
Museo della pietra serena
Piazza Don Stefano Casini
Firenzuola (FI)
Tel. +39 0558199434 / 0558495346
Apertura: 16-19 lunedi, venerdi e sabato; 11-13 e 16-19 domenica e festivi (estate); 21-23 venerdi, sabato e domenica (dal 25/07 al 17/08); 15-17 sabato; 11-13 e 14-17 domenica e festivi
Ingresso: intero 3,00 €, ridotto 1,50 € |
|
|
|
|
 |
|
| Descrizione del percorso |
Nel Medioevo erano moltissimi i pellegrini che intraprendevano viaggi per devozione verso i luoghi santi, come Roma e la Terrasanta. Nel corso del tragitto i viandanti trovavano conforto grazie ai governi locali che assicuravano, oltre al vitto a prezzi contenuti, anche la percorribilità e la sicurezza delle strade. In particolare, chi si dirigeva verso Roma dall'Italia settentrionale, era obbligato a passare per Bologna; da qui, poteva poi proseguire verso la città eterna seguendo diverse strade. I tratti di queste strade nella provincia di Bologna sono stati identificati con una certa precisione e quindi oggi, anche se non proprio sull'identico tracciato, è possibile seguire fedelmente le orme degli antichi pellegrini in itinerari che possono essere un'ottima occasione per curare o rinnovare la propria spiritualità ma anche per conoscere alcuni tra i luoghi più belli e significativi del bolognese. Il mezzo consigliato è la macchina ma si possono raggiungere le tappe principali anche con i mezzi pubblici e, per chi volesse proprio calarsi nello spirito dei devoti del Medioevo, pure a piedi.
L'itinerario che faremo oggi segue uno di questi antichi percorsi e si snoda per gran parte lungo la SS610 che, seguendo la valle del Santerno, porta da Imola a Firenzuola e da qui a Scarperia e a Firenze. Oltre che per l'interesse storico e religioso, consigliamo questo itinerario anche per la bellezza naturalistica del paesaggio che attraversa, soprattutto nel tratto che va da Borgo Tossignano fin quasi a Firenzuola.
Nel Medioevo la strada, conosciuta come Montanara, era molto importante per il commercio in quanto consentiva di portare diversi tipi di alimenti, principalmente grano e sale, dalla romagna a Firenze. È ipotizzabile, però, che venisse anche utilizzata, soprattutto dagli imolesi, per viaggi di devozione. Nel primo tratto, che collegava Imola a Tossignano, come evidenziato da diversi ritrovamenti, c'erano due tracciati diversi, uno a ovest e uno a est rispetto a Imola. Attualmente, invece, il percorso è unico e, se si arriva da Bologna lungo la via Emilia, lo si imbocca svoltando a destra, poco prima del centro di Imola, seguendo le indicazioni per Firenze. La strada diventava comunque unica all'altezza di Tossignano, in quanto si doveva obbligatoriamente scavalcare il fiume; è molto probabile che i viandanti di un tempo ne approfittassero per effettuare una sosta per ritemprarsi nell'ospizio di S. Maria che si trovava presso una pieve dedicata alla Madonna, che non esiste più; qui potevano anche venerare l'immagine della Beata Vergine. Oggi invece la strada, dopo essere passata per Casalfiumanese, arriva a Borgo Tossignano, che è diventato il paese più importante della zona. Tossignano, l'antica sede del comune, il cui nome probabilmente deriva da quello di un fondo rustico romano, rimane sullo sperone roccioso sulla destra del fiume ed è raggiungibile prendendo la deviazione sulla sinistra che si trova a Borgo Tossignano. Malgrado abbia subito gravi danni nel corso della seconda guerra mondiale, vi consigliamo di visitarlo, perché è veramente molto affascinante. Superato il ponte, adesso come allora, la strada prosegue lungo la destra orografica del fiume. Il paesaggio che fa da contorno alla strada è veramente notevole. Si giunge quindi a Fontanelice e, dopo una decina di chilometri, a Castel del Rio, passando anche, per un breve tratto, di nuovo nel comune di Casalfiumanese; circa 2 chilometri prima di Castel del Rio, all'altezza del cimitero, che tra l'altro è molto bellino, si riattraversa il fiume. Castel del Rio era dominio della famiglia Alidosi che qui fece costruire, tra la metà del quattrocento e la metà del cinquecento, il palazzo comitale e il famoso ponte a schiena d'asino, ancora esistenti. Ora è un bellissimo paese molto frequentato d'estate come località di villeggiatura; questo è dovuto anche al fatto che il tratto del fiume Santerno da qui a monte è piuttosto pulito per cui è possibile farvi il bagno. Alcune località, come Moraduccio, 7 km oltre Castel del Rio verso la Toscana, sono molto famose in tal senso tra i bolognesi. Poco dopo Castel del Rio, se volete tuffarvi veramente nello spirito del medioevo, vi consigliamo di prendere sulla destra la deviazione per la località Sant'Andrea e di seguire questa stradina, completamente immersa nel verde, fino alla fine; non aggiungiamo altro, vogliamo che sia una sorpresa.
Ripresa la SS610, poco prima di Valsalva, si riattraversa il fiume. Si passa per Valsava e quindi si arriva a Moraduccio, un piccolo paesino costruito quasi interamente in pietra, sovrastato da un paese abbandonato a cui si può arrivare a piedi dal posto in cui solitamente si va a fare il bagno al fiume. Mancano 16 km a Firenzuola e, seduti comodamente in macchina, possiamo solo immaginare le fatiche e i pericoli che dovevano affrontare gli antichi viandanti su una strada come questa, che ora è asfaltata ma che un tempo non doveva essere altro che una piccola, scomoda e polverosa mulattiera. Ora invece possiamo semplicemente goderci il bellissimo panorama sulla destra, con la montagna a strati. Poco dopo Moraduccio si entra in Toscana. Questo tratto di strada è intriso di storia, come dimostrano i numerosi torrioni e chiese antiche che si incontrano. Molto belli sono per esempio la chiesa e il borghetto di Ca' Maggiore, che si raggiungono deviando sulla destra poco dopo Coniale. Procedendo lungo la SS610 si raggiunge San Pellegrino, un'altra bella chiesa; poco dopo, però, la nostra vista e la nostra anima sono offesi dal deturpamento provocato dall'alta velocità; oltre a un mostro meccanico dalle dimensioni inaudite e dall'aspetto degno dell'inferno dantesco, sono molto preoccupanti i numerosi crolli visibili in diversi punti della montagna. Viene veramente da chiedersi se ce n'era proprio bisogno!
Il fiume Santerno a questo punto è ormai ridotto a un piccolo torrente che poco dopo scompare definitivamente dalla vista. Le colline iniziano a diventare più dolci e si arriva finalmente nella conca di Firenzuola, patria della pietra serena, come si può facilmente dedurre dalla presenza di numerose cave. Firenzuola è un bellissimo paesino di origine medioevale, purtroppo distrutto in gran parte dalla seconda guerra mondiale. Molto interessante è il museo della pietra serena che descrive, anche attraverso contributi audiovisivi, la storia di questo materiale da costruzione e l'utilizzo che ne è stato fatto nel corso dei secoli.
Terminato il giro per Firenzuola, si può tornare verso Imola ripercorrendo a ritroso la via dell'andata o si possono seguire le indicazioni per Bologna e raggiungere il capoluogo emiliano ricongiungendosi con la SS65 e passando per il passo della Raticosa. A chi ha del tempo, invece, consigliamo di proseguire verso Firenze sulle orme degli antiche viandanti prendendo la bellissima strada del Giogo e raggiugendo quindi Scarperia, cittadina famosa, oggi come allora, per i coltelli. |
|
|
|
| Vivere bene |
|
|
| Per gustare appieno questo itinerario il nostro suggerimento è quello di spalmarlo su più giorni. Se decidete in questo senso, non c'è luogo migliore per fermarsi dell'agriturismo Le Fontanelle. A pochi chilometri da Castel del Rio, immerso completamente nel verde, è il posto ideale per passare un paio di giorni in completo relax e per esplorare questa stupenda zona, ricca di storia e cultura e di bellezze naturali. I numerosi percorsi che si snodano nei dintorni sono fatti apposta per stupende passeggiate a piedi, in mountain bike o a cavallo, possibilità garantita dal maneggio privato annesso al centro. L'agriturismo dispone di quattro appartamenti da 4-5
persone, ricavati da un vecchio casolare in sasso, e di due appartamenti da 2 persone, ottenuti dal vecchio “fienile” adiacente alla casa. |
|
|
|
 |