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Pianta e riassunto del percorso
Pianta del percorso Via maestra di Saragozza La torre diroccata di Castel di Casio La rocchetta Mattei Il mausoleo dedicato a Marconi

Tipologia: itinerario storico/religioso da fare in auto
Partenza
: dall'inizio della SS64, anche conosciuta come Porrettana (in quanto porta a Porretta Terme)
Come arrivarci: in auto, prendere la tangenziale in direzione Casalecchio di Reno e uscire alla n° 1, imboccando l'asse attrezzato sud-est. Immettersi subito nel raccordo autostrada-tangenziale che termina in una rotonda; dritto inizia subito la SS64
Difficoltà del percorso: nessuna
Tempo di percorrenza: dipende; per farlo bene prendersi un'intera giornata
Lunghezza del percorso: variabile
Dislivello: variabile
Periodo consigliato: tutto l'anno; evitare le giornate di brutto tempo
Aspetti da evidenziare: religioso, storico, culturale, paesaggistico, naturalistico
Consigli pratici: prendersi del tempo per visitare ogni paese e località; magari spalmare l'itinerario su due giorni

In breve: i paesi interessati
Comune Descrizione
Camugnano

Si trova al centro di una zona collinare molto bella all'interno dell'area dove è stato istituito il Parco regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, a circa 60 km da Bologna e a 692 m slm. Da segnalare nei dintorni Baigno, Bargi e Vigo

Castel di Casio

Quasi al confine con la toscana, a 70 km circa da Bologna e a un'altitudine di 532 m slm, è situato questo importante centro di origine mediovale. Tra i monumenti da visitare ricordiamo la torre diroccata, la chiesa seicentesca di San Pietro e la chiesa quattrocentesca di S. Maria, quest'ultima nella frazione di Casola. A pochi chilometri si trova Badi, da cui si può accedere al bacino artificiale di Suviana, realizzato nel 1932, importante meta turistica situata all'interno di un parco protetto

Marzabotto Situata a circa 25 km da Bologna, a 135 m slm, la cittadina di Marzabotto è famosa soprattutto per i resti della città etrusca di Misa, risalente al VI-V sec. a.C., e per il museo P. Aria dove sono conservati i materiali ritrovati nell'area archeologica.
Il nome deriva probabilmente da Marza Bot, parola che indicava le botti per la macerazione della canapa, coltivata intensamente nel bolognese fino alla metà del 1900.
Da ricordare anche il Sacrario - Tempio Ossario, nel capoluogo, e il vicino parco storico di Monte Sole dedicati alla memoria delle vittime di uno dei più cruenti massacri nazisti, avvenuto in questa zona nell'autunno del 1944.
I dintorni non sono da meno con alcuni splendidi borghetti tra cui Ca' di Zanetti, Rio (con una torre pressoché intatta dei '500), La Costa, Frascarolo e Panico (con la bellissima pieve di S. Lorenzo risalente a metà del XII sec. e restaurata nel 1913)
Pontecchio In questa frazione di Sasso Marconi si trova la seicentesca villa Grifone dove visse Gugliemo Marconi e che oggi ospita il mausoleo e la tomba dell'inventore del telegrafo senza fili. Un po' fuori dal paese si trova palazzo de' Rossi: costruito tra il 1482 e il 1485, ospitò, oltre ai papi Giulio II e Paolo III, anche il poeta Torquato Tasso; qui si tiene, nei primi giorni di settembre, la Fira de' sdaz, una delle fiere più caratteristiche della provincia di Bologna. Vicino a palazzo de' Rossi, lungo la strada per Vizzano, si arriva a uno stretto ponte di legno, molto particolare
Riola Frazione di Vergato, è sovrastata dalla splendida e sorprendente rocchetta Mattei: fatta edificare tra il 1850 e il 1871 nel luogo dove sorgeva il castello di Savignano dal conte Cesare Mattei, un eccentrico studioso che si dilettava anche di alchimia, è un castello in stile arabo-moresco che lascia veramente sorpresi per la sua originalità. Altro gioiello è la chiesa di Santa Maria Assunta, terminata nel 1978 e situata proprio nel centro del paese, opera dell'architetto finlandese Alvar Aalto
Sasso Marconi A circa 17 km da Bologna, è un grosso centro sovrastato da una caratteristica rupe tagliata (si pensa dai romani), detta Sasso di Glosina (Glosina in greco significa lingua di roccia), da cui probabilmente ha preso il nome. Ai piedi della rupe si sviluppò l'agglomerato urbano originale che in tempi più recenti si è allargato notevolmente verso il fondovalle, dove passa sia la ferrovia sia l'autostrada del Sole, che a Sasso ha anche un'uscita.
Molto interessante è villa Fontana, anche chiamato palazzo Sanuti, dal nome del primo proprietario, di origine quattrocentesca, con un bellissimo cortile. Molto belli sono anche i dintorni: a parte Pontecchio, da visitare anche Pieve del Pino, Jano e Rasiglio
Vergato Entrato a far parte dei domini bolognesi nel 1123, a circa 37 km da Bologna a un'altitudine di 193 m slm, è un importante e vivace centro, anche turistico. Il monumento più importante è Palazzo dei Capitani, costruito tra il XIV e il XV secolo e restaurato completamente nel dopoguerra, che fu sede dei Capitani della Montagna. Nei dintorni da segnalare Calvenzano con la sua chiesa di S. Apollinare che, nella forma attuale, risale al 1650-76 ma di cui si ha notizia già nel XII secolo
Focus on
La città etrusca di Misa
La visita alla città etrusca di Misa, nei pressi di Marzabotto, è una tappa quasi obbligatoria per chi viene da queste parti. Fondata all'inizio del V secolo a.C., con una struttura urbanistica piuttosto complessa, della città oggi sono ancora visibili le fondazioni delle abitazioni, alcune tombe e i resti dell'acropoli. Nel museo, molto ricco, sono conservati i materiali rinvenuti nell'area archeologica.
Il museo e l'area archeologica sono aperti tutti i giorni tranne il 1° maggio, il 25 dicembre e il 1° gennaio. L'area archeologica è visitabile dalle 8.00 alle 19.00, mentre il museo dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30. Per informazioni o prenotazioni:
Tel. +39 0512097715/0512097700
Fax +39 0512097701
Descrizione del percorso

Nel Medioevo erano moltissimi i pellegrini che intraprendevano viaggi per devozione verso i luoghi santi, come Roma e la Terrasanta. Nel corso del tragitto i viandanti trovavano conforto grazie ai governi locali che assicuravano, oltre al vitto a prezzi contenuti, anche la percorribilità e la sicurezza delle strade. In particolare, chi si dirigeva verso Roma dall'Italia settentrionale, era obbligato a passare per Bologna; da qui, poteva poi proseguire verso la città eterna seguendo diverse strade. I tratti di queste strade nella provincia di Bologna sono stati identificati con una certa precisione e quindi oggi, anche se non proprio sull'identico tracciato, è possibile seguire fedelmente le orme degli antichi pellegrini in itinerari che possono essere un'ottima occasione per curare o rinnovare la propria spiritualità ma anche per conoscere alcuni tra i luoghi più belli e significativi del bolognese. Il mezzo consigliato è la macchina ma si possono raggiungere le tappe principali anche con i mezzi pubblici e, per chi volesse proprio calarsi nello spirito dei devoti del Medioevo, pure a piedi.
L'itinerario che faremo oggi segue uno di questi antichi percorsi e si snoda per gran parte lungo la SS64, via Porrettana; questa strada, che segue il corso del Reno, era conosciuta dall'età etrusca e romana e, già d'allora, era la più importante dell'Appennino bolognese occidentale. Nel Medioevo veniva chiamata dai Pistoiesi Francesca, cioè che viene dalla Francia; in seguito assunse il nome di strada maestra di Saragozza poiché, seguendo il corso del Reno, usciva da Bologna da porta Saragozza. La percorreremo facendo un parallelo tra quello che vedeva il viandante di tanti anni fa e quello che è possibile trovare oggi. Partendo da Casalecchio, adesso come allora, si passa per Pontecchio, riconoscibile perché, sulla destra, si incontra la villa Grifone, del seicento, in cui visse Gugliemo Marconi e che oggi ospita il mausoleo e la tomba dell'inventore del telegrafo senza fili. Pontecchio offriva al pellegrino la pieve di S. Stefano e l'ospedale di S. Niccolò, di cui oggi rimane solo l'oratorio. Vi consigliamo, poco dopo Pontecchio, di svoltare sulla sinistra seguendo le indicazioni per palazzo de' Rossi e il vicino ponte di legno, che meritano sicuramente una visita. Dopo Pontecchio, proseguendo lungo la Porrettana, si arriva a Sasso Marconi. Passata la deviazione verso il centro di Sasso, si incontra alla caratteristica rupe che si pensa sia stata tagliata dai romani e dove, nel 1283, una cappellina dedicata a S. Andrea scavata nella roccia dava conforto ai viandanti.
Superato Sasso, subito dopo la deviazione per San Leo e Jano (a proposito vi consigliamo una piccola deviazione perché il borghetto medioevale di Jano merita una visita), si entra nella comunità montana dell'alto Reno e, quindi, si arriva a Marzabotto. Famosa per il ritrovamento dei resti dell'antica città etrusca di Misa, Marzabotto è la prova di come questa strada fosse percorsa fin dall'antichità. Oggi offre al visitatore, oltre alla già citata area archeologica e allo splendido museo ad essa adiacente, due monumenti alla memoria delle vittime della seconda guerra mondiale. Marzabotto e i territori vicini furono infatti teatro di una delle più efferate repressioni naziste che portò, nell'autunno del 1944, all'uccisione di centinaia di persone, in gran parte donne e bambini. Per non dimenticare, nel paese è stato eretto un Sacrario - Tempio Ossario in cui sono conservati i resti delle povere vittime civili mentre, poco lontano, a Monte Sole, proprio nei luoghi dove avvenne l'eccidio, è stato istituito un parco storico, unico esempio in Italia. Per arrivarci, superato Marzabotto e Pian di Venola, bisogna voltare a sinistra per Sperticano e poi seguire le indicazioni per il parco storico.
Proseguendo invece sulla SS64 si arriva invece a Calvenzano; sulla sinistra si può ammirare la pieve di S. Apollinare che era uno dei luoghi in cui i pellegrini si fermavano nel Medioevo; della chiesa, infatti, si hanno notizie a partire dall'anno mille. È stata ricostruita nel 1650-1676 invertendone l'orientamento per cui la facciata attuale incorpora parte dell'abside romanica. Un troncone di torre che fa parte della canonica è risalente al periodo tardo-romanico.
Ed eccoci finalmente a Vergato; sono passati circa 37 chilometri da Bologna. Vergato entrò a far parte dei domini bolognesi nel 1123 e divenne ben presto un importante e fiorente centro per i commerci. La sua importanza crebbe talmente che qui fu trasferita nel 1447 da Casio la sede dei Capitani della Montagna, importanti funzionari con grandi poteri inviati da Bologna che furono aboliti nel 1796. A memoria di questa funzione resta il palazzo dei Capitani, il palazzo comunale, restaurato dopo essere stato distrutto dalla guerra e che reca sulla facciata gli antichi stemmi dei Capitani. Il pellegrino, proseguendo, poteva trovare numerosi ospedali costruiti appositamente per i viaggiatori. Quindi, adesso come allora, si trovava a un bivio. Poteva proseguire in direzione Porretta senza però raggiungerla in quanto, essendo la strada molto scomoda, conveniva passare da quello che oggi si chiama Borgo Capanne, un tempo pieve di S. Giovanni Battista di Succida, e quindi varcare il fiume Reno all'altezza del Ponte della Venturina. Oppure poteva percorrere la val di Limentra andando in direzione di Riola. Cosa che facciamo anche noi lasciando la SS64 e prendendo la SP62 per Riola. Arrivati sul ponte a Riola svoltiamo a sinistra per il parco regionale del Lago di Suviana e Camugnano. Subito dopo il ponte, sulla destra, si trova la chiesa di Santa Maria Assunta, opera dell'architetto scandinavo Alvar Aalto. Terminata nel 1878, la chiesa colpisce per la semplicità e la purezza delle forme: all'esterno appare come una grande nave rovesciata. Dentro invece si viene immediatamente catturati dallo spazio, dal bianco delle pareti e, soprattutto, dalla luminosità; la luce entra dai numerosi lucernari della copertura. E particolarmente incredibile è il battistero, in fondo alla chiesa, in cui l'allineamento visivo tra l'occhio dell'osservatore, il fonte battesimale e il fiume Reno, e l'allineamento verticale tra fonte battesimale e cielo attraverso il lucernario formano una simbolica croce. Terminata la visita alla chiesa usciamo dal parcheggio e proseguiamo sulla destra, in direzione opposta a quella da dove siamo venuti. Si incontra presto uno degli edifici più incredibili di tutto l'Appennino bolognese, che sovrasta il paese: la rocchetta Mattei. Questo bizzarro edificio, in stile arabo-moresco, fu voluto dal conte Cesare Mattei che lo fece edificare dove sorgeva l'antico castello di Savignano di cui si hanno notizie fin dal secolo XI e che gli antichi pellegrini del Medioevo vedevano stagliarsi a dominare la valle. La rocchetta Mattei, dopo essere passata al figlio adottivo del suo fondatore, conte Mario Venturoli Mattei, subì gravi danni nel corso della seconda guerra mondiale e passò di proprietà nel 1959 al signor Primo Stefanelli, detto il "Mercantone", che si curò di riparare i danni. Dobbiamo dire, con grande dispiacere, che adesso è un po' lasciata andare.
Da qui, adesso come allora, si può proseguire seguendo due strade: l'itinerario più orientale passa da Castel di Casio, che era uno dei più importanti castelli del bolognese , e da qui a Badi, ormai al confine con la Toscana, che dà sul bacino del Suviana ed è una meta turistica molto frequentata d'estate. L'altro, più a occidente, passa per Camugnano e prosegue per un percorso più montagnoso fino alla Toscana. Questi territori sono veramente incantevoli dal punto di vista naturale e paesaggistico
È molto suggestivo e fa anche riflettere pensare come questi percorsi, che oggi facciamo tranquillamente seduti in macchina, erano fatti allora a piedi in condizioni anche piuttosto disagevoli.

Vivere bene
Albergo ristorante Torre di Jano
Via Iano 23
Sasso Marconi (BO)
Tel. e fax +39 051841211
Chiuso il lunedì
www.torredijano.it
Se fate questo itinerario vi consigliamo di fermarvi a pranzo o a cena in uno dei posti più suggestivi di Bologna e dintorni: il ristorante albergo Torre di Jano. Potrete gustare piatti della cucina tradizionale bolognese, con una particolare attenzione ai prodotti di stagione, in un ambiente veramente particolare, ricavato all'interno di una villa padronale di fine '900 adiacente a un borghetto medioevale che è un piccolo gioiello. Ottimi anche i vini, con una cantina molto curata e fornita. Anche i dintorni sono incredibilmente belli, soprattutto in primavera e in estate; per accorgersene basta uscire sul cortile da cui si gode un panorama mozzafiato. È il luogo ideale per festeggiare ogni tipo di avvenimento e ricorrenza ma anche e soprattutto per chi vuole passare un po' di tempo in mezzo alla natura, lontano dai rumori e dallo stress della città.
Arrivarci è molto semplice: poco dopo Sasso Marconi, sulla Porrettana, dovete svoltare a destra seguendo le indicazioni per San Leo/Jano. Dopo circa 3 km siete arrivati.
Il suggerimento che vi diamo è di fermarvi anche a dormire alla Torre di Jano, soprattutto se siete in coppia: non c'è posto migliore per un weekend molto romantico.
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