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| Pianta e riassunto del percorso |
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Dove: Parco di Montesole
Come arrivarci: Da Bologna, percorrere via Porrettana (SS 64), passare Casalecchio di Reno; dopo 10 km si raggiunge Sasso Marconi, quindi proseguire per altri 10 km passando sotto alla rupe e superando la frazione di Fontana, Marzabotto; a Pian di Venola svoltare a sinistra per Sperticano e seguire le indicazioni per Area del Memoriale e Casaglia; dopo 5 km di tornanti si incontra l'indicazione di Pace di Monte Sole. Svoltare a sinistra in Via Casaglia e percorrerla per 300/400 metri fino a raggiungere la croce e la panchina dove parcheggiare
Difficoltà del percorso: nessuna
Tempo di percorrenza: a piacere
Lunghezza del percorso: 40 minuti per arrivare a Montesole da Bologna; dopo a piacere
Caratteristica: itinerario naturalistico
Dislivello: da 383 a 668 m slm
Periodo consigliato: da fine agosto ai primi di ottobre
Aspetti da segnalare: faunistico
Consigli pratici: non andateci se volete chiacchierare, occorre fare silenzio e ascoltare |
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| In breve: il cervo |
| Caratteristica |
Descrizione |
| Classe |
Mammiferi |
| Superordine |
Ungulati |
| Ordine |
Artiodattili |
| Sottordine |
Ruminanti |
| Famiglia |
Cervidi |
| Lunghezza |
Maschio adulto da 170 a 250 cm; femmina da 165 a 180 cm |
| Altezza al garrese |
Maschio adulto da 120 a 150 cm; femmina da 95 a 115 cm |
| Peso |
Maschio adulto da 150 a 220 kg; femmina da 90 a 130 Kg |
| Colore |
Bruno-fulvo in estate, grigiastro in inverno |
| Gestazione |
32-34 settimane. Fino a 2 piccoli che nascono in maggio e giugno |
| Longevità |
Fino a 20 anni |
| Alimentazione |
Erba, foglie, parte di piante, funghi, a volte anche la corteccia degli alberi |
| Habitat |
Boschi di roverelle e foreste di latifoglie, radure e praterie. In tarda primavera e nella stagione riproduttiva si spinge su pascoli più elevati, anche fino a 2000 metri |
| Distribuzione |
È presente in tutti gli stati europei tranne l'Islanda; presenta però una distribuzione molto localizzata, spesso dovuta a reintroduzioni anche accidentali |
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| Descrizione del percorso |
Che facciamo stasera? Andiamo a una festa? Oppure all’Estragon al concerto degli Ozric Tentacles? Oppure andiamo semplicemente a bere un bicchiere di vino da Cesare il legionario? Macchè, niente di tutto questo… Stasera andiamo a sentire il bramito dei cervi!
No, non è uno spettacolo di Alessandro Bergonzoni; il bramito è il “canto” dei cervi maschi durante il periodo dell’amore. È uno degli spettacoli naturali più emozionanti che ci sia e cade di settembre, periodo in cui le giornate si fanno più corte e gli animali selvatici cominciano a “pensare” all’inverno che incombe. Il periodo esatto va da fine agosto fino ai primi di ottobre. I bramiti si possono cominciare a sentire dalle otto di sera in poi, quando la notte scende a oscurare le vallate tra le montagne. Il cervo (Cervus elaphus) esce allo scoperto per brucare, ma soprattutto per affrontare i rivali con cui deve combattere per conquistare il territorio. Dalla vittoria in un combattimento con altri cervi maschi adulti dipende il futuro dell’ “harem” che il cervo si andrà a creare. Così infatti si chiama il territorio conquistato del Re dei boschi, una vasta area in cui è presente un solo maschio adulto, diverse femmine e giovani maschi.
Dove andiamo a sentire il bramito? Sono diversi i luoghi dove recarsi per sentirlo vicino a Bologna: uno di questi è la Riserva Naturale Gran Bosco della Mesola, in provincia di Ferrara; oppure si può andare a Ponte della Venturina, Rocca Pitigliana, Vergato, al confine tra Porretta e Pistoia nel parco dei laghi di Brasimone di Suviana, o, ancora più vicino, al Parco Storico di Montesole, ricchissimo di fauna selvatica, dove è facile avvistare caprioli, cinghiali, daini (tra cui la varietà melanica), volpi, lepri oltre ovviamente ai cervi.
Il parco storico di Montesole è facilissimo da raggiungere: basta percorrere la statale 63 (Porrettana) da Casalecchio di Reno fino a dopo Marzabotto, per poi voltare a sinistra verso Sperticano seguendo le indicazioni per Montesole. Giunti al bivio sulla cima si volta a sinistra verso il cimitero di Casaglia, si percorrono 400 metri circa e quindi si può parcheggiare di fianco ad una panchina che è rivolta verso un belvedere; proprio un belvedere non è visto che è notte, ma tanto siamo qui per ascoltare. È molto importante fare silenzio, altrimenti si possono spaventare gli animali. I cervi sono molto sospettosi e se sentono anche solo un piccolo rumore tendono a scappare.
Nei momenti migliori il bramito è un continuo lamento che si perde nella valle. Vicino o lontano, fa venire i brividi; è un verso a tratti simile a quello dei bovidi, mentre in altri momenti può somigliare invece al verso straziante dell’asino, ma molto più atavico e penetrante; sentitelo voi stessi cliccando qui.
Avere le corna di solito non è indice di gran successo con le donne ;-) Tutto il contrario invece per il cervo: di tanto in tanto si possono udire anche rumori simili al cozzare di bastoni di legno contro tronchi d’albero; in realtà sono i cervi che combattono per contendersi il territorio e le femmine. Se la danno di santa ragione utilizzando le loro pesanti corna. Il palco, infatti, l’elemento principale che contraddistingue il maschio dalla femmina, può superare anche il metro di lunghezza e arrivare a pesare fino a 10 kg; la sua dimensione dipende dallo stato di salute dell’animale e dall’età. Il palco viene perso regolarmente ogni anno per poi rigenerarsi con nuove ramificazioni e trofei e per l’adulto maschio è motivo d’orgoglio e di conquista delle femmine.
Se ritorniamo all’incrocio e voltiamo a sinistra, dopo circa un chilometro/un chilometro e mezzo, sulla sinistra, c’è una stradina a gomito, inizialmente non asfaltata; percorretela piano, facendo meno rumore possibile: se avete fortuna potete vedere un cervo con un palco bellissimo e 2 occhi enormi molto separati tra loro che vi fissa e che non scappa perché si è appena conquistato il territorio. Non avvicinatevi troppo, osservatelo da lontano magari con l’ausilio di un binocolo; siete in presenza di una visione estremamente rara ed è la natura che ve la offre, dunque fate il possibile per non danneggiarla e per non inquinare lo stato naturale delle cose. Vi invitiamo a sedervi in silenzio ed aspettare che il loro canto vi raggiunga e vi avvolga in tutta la sua primordialità. Fate il possibile per non disturbare gli animali anche perché per loro è un periodo molto delicato quello degli amori!
E’ importante andare piano per queste strade perchè si può avere la fortuna di fare incontri con qualche ungulato, come è successo a noi (attenzione: il file pesa molto, quasi 10 MB).
Dopo situazioni come queste se ami la natura, ti senti appagato e rilassato. A questo punto sì che ci sta anche un bel bicchiere di vino rosso!
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| Bere e mangiar bene |
Albergo ristorante Torre di Jano
Via Iano 23
Sasso Marconi (BO)
Tel. e fax +39 051841211
Chiuso il lunedì
www.torredijano.it
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| Se volete mantenere un po' della suggestione data dal bramito del cervo, vi consigliamo di fermarvi a mangiare e/o, perché no, a pernottare in questo meraviglioso albergo ristorante. Potrete gustare piatti della cucina tradizionale bolognese, con una particolare
attenzione ai prodotti di stagione, in un ambiente veramente particolare,
ricavato all'interno di una villa padronale di fine '900 adiacente a un
borghetto medioevale che è un piccolo gioiello. Ottimi anche i vini, con una cantina molto curata e fornita. Arrivarci è semplice: poco dopo Sasso Marconi (venendo da Bologna), sulla Porrettana, dovete svoltare a destra seguendo le
indicazioni per San Leo/Jano. Dopo circa 3 km siete arrivati. |
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