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Pianta e riassunto del percorso
Il buco del Calzolaio da cui entrò Fantini
Partenza: dalla località Palazza
Come arrivarci: in auto, da Bologna, prendere la via Emilia in direzione San Lazzaro. All'incrocio con via Arno voltare a destra e proseguire quindi sempre dritto anche per via Firenze; alla fine di quest'ultima voltare a sinistra in via Alberto Mario. Proseguire quindi per via San Ruffillo (a questo punto ci si trova alla Ponticella) e, all'incrocio con via del Colle, voltare a destra. Via del Colle termina su via Pilati in cui c'è un parcheggio dove si può lasciare la macchina. Proseguire a piedi per via Pilati andando verso destra e, all'incrocio con via Benassi, andare a sinistra. Dopo circa 500 m sulla destra c'è la località Palazza, luogo di ritrovo con le guide
Difficoltà del percorso: **
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Lunghezza del percorso: circa 650 m (percorso d'andata della grotta)
Dislivello: l'ingresso si trova a 135 m slm
Periodo consigliato: tutto l'anno
Aspetti da evidenziare: paesaggistico, naturalistico, geomorfologico
Consigli pratici: in certi punti il percorso è piuttosto impegnativo per cui occorre essere in buona forma fisica. Vestirsi preferibilmente con indumenti impermeabili, per esempio k-way, pantaloni da moto e stivali di gomma, e facilmente lavabili; durante la visita ci si sporca parecchio ed è meglio quindi portarsi dietro anche un ricambio. Non occorre coprirsi più di tanto in quanto all'interno della grotta la temperatura è mediamente di 12 °C tutto l'anno
In breve: gli aspetti principali della grotta
Nome Descrizione
Ingresso L'ingresso si trova a 135 m slm; è artificiale ed è costituito da un pesante portale, con a fianco delle feritoie per fare passare i pipistrelli. L'ingresso originale, da dove si calarono Fantini e gli altri membri del Gruppo Speleologico Bolognese, è più in alto, a 165 m slm: è il famoso buco del Calzolaio, in dialetto Bus d'la Speppla, da cui la grotta ha preso il nome
Fratture Il primo ambiente, subito dopo la gradinata d'accesso, è caratterizzato da una spaccatura che attraversa il soffitto per tutta la sua lunghezza
Sala del Fango Ampia galleria pianeggiante detta di interstrato perché è scavata nella superficie di separazione tra uno strato gessoso e uno strato argilloso, come buona parte della grotta
Mammelloni Situati nella Sala del Fango, sono caratteristiche protuberanze rocciose presenti sul soffitto
Colata Grande colata stalattitica che si trova alla fine della Sala del Fango
Condotte antigravitative Dopo lo scivolo detto del "toboga", la grotta cambia aspetto con canali di volta a tubo semicilindrico, dovuti a un'erosione idrica concentrata, e condotte antigravitative causate dal flusso idrico verso l'alto
Dolina interna Depressione a forma di imbuto, simile alla dolina esterna ma più piccola, dal cui fondo si può accedere, ma solo se si è esperti e si è dotati dell'attrezzatura specifica, ai livelli inferiori che portano all'alveo del torrente Acquafredda
Salone Giordani Raggiungibile aggirando la Dolina interna e dopo un basso cunicolo lungo circa 40 m, il Salone Giordani è l'ambiente ipogeo più grande della regione con i suoi 120 metri di lunghezza, 50 di larghezza e 20 di altezza
Pozzi elicoidali Salti verticali situati all'estremità settentrionale del Salone Giordani e che portano all'alveo del torrente Acquafredda
Focus on
Luigi Fantini e il Gruppo Speleologico Bolognese
Nato il 22 Marzo 1985 nella casa denominata "I Gessi" in località Farneto, nel comune di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, Luigi Fantini è sicuramente il nome di spicco della speleologia bolognese. Da sempre appassionato di speleologia, il 7 novembre del 1932 fondò il Gruppo Speleologico Bolognese (G.S.B.); il 22 novembre dello stesso anno, insieme ad alcuni membri del gruppo, scoprì la Grotta della Spipola calandosi attraverso il Buco del Calzolaio. A lui si devono l'esplorazione e i primi rilevamenti cartografici delle grotte di Bologna e provincia e numerose attività volte alla valorizzazione culturale e turistica del territorio, tra cui, nel 1936, l'adattamento turistico della Grotta della Spipola con l'apertura di un ingresso artificiale, che è stato chiuso nel 1994, e, successivamente, diverse mostre in special modo sulla preistoria bolognese. Si è spento nel 1978 e, su sua stessa indicazione, è stato sepolto in terra nel cimitero di Monte delle Formiche, suo luogo prediletto. A Monterenzio gli è stato dedicato un museo che documenta la storia del popolamento delle valli dell'Idice e dello Zena attraverso l'esposizione dei materiali recuperati nelle campagne di scavo dell'insediamento etrusco-celtico di Monte Bibele, effettuate a partire dagli anni ottanta. Il museo si trova a Monterenzio in Via Idice 235. Per informazioni telefonare al +39 051929002 o scrivere un'email all'indirizzo biblioteca@monterenzio.provincia.bologna.it.
Il Gruppo Speleologico Bolognese, insieme all'Unione Speleologica Bolognese, continua tuttora la sua attività speleologica con attività che vanno dalle esplorazioni delle grotte alla protezione e valorizzazione naturalistica dell’ambiente carsico. A chiunque fosse interessato, ecco di seguito i dati per contattarli:
GSB-USB
Cassero di Porta Lame
Piazza VII Novembre 1944, n. 7
40122 Bologna ITALY
Tel. e Fax +39 051521133
gsb-usb@speleo.it
www.gsb-usb.speleo.it/
La sede è aperta al pubblico il Lunedì e il Giovedì dalle ore 21:00 alle ore 23:00
Descrizione del percorso
Il primo passo per effettuare questo percorso è prenotarsi presso l'ente gestore del Parco Regionale Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa. La Grotta della Spipola infatti si può visitare solo con le visite guidate di gruppo organizzate dall'ente che avvengono in giorni fissi, di solito alle 9.30 della prima e della terza domenica di ogni mese. Occorre quindi contattare l'ente utilizzando i dati seguenti:
Parco dei Gessi Bolognesi
Via Jussi 171
Farneto, S. Lazzaro di Savena (BO)
Orario uffici: dal Martedì al Sabato dalle 9.30 alle 12.30
Tel. +39 0516254821
info@parcogessibolognesi.it
www.parcogessibolognesi.it
Una volta prenotato, bisogna pagare in anticipo i biglietti alcuni giorni prima della visita con un versamento sul CCP 26849406 intestato a: Parco dei Gessi Bolognesi - Via Jussi, 171 - 40030 Farneto di San Lazzaro (Bologna); la ricevuta del versamento è quella che farà fede di biglietto per cui bisogna tenerla e portarsela dietro. Il costo è di 15 euro per gli adulti e di 7 euro per i minorenni, con uno sconto del 10% per i soci COOP. La persona con cui parlerete al telefono vi darà comunque tutte le informazioni che vi servono e vi richiamerà pochi giorni prima della visita per sincerarsi della vostra presenza. Tenete presente che, essendo il percorso all'interno della grotta privo di adattamenti turistici (non siamo alle grotte di Frasassi, come tengono a specificare le guide speleologhe dell'ente gestore) e con alcuni passaggi un po' impegnativi, anche se lo possono fare tutte le persone al di sopra dei nove anni (i bambini sotto quell'età non sono ammessi) si consiglia di essere in buona condizione fisica, anche per non rallentare le restanti persone del gruppo (dal numero che può variare dalle 10 alle 30 unità).
Sbrigata la parte burocratica ci troviamo quindi la domenica stabilita alle 9.30 in località Palazza, sopra la Ponticella, dove ci aspettano le due guide, Lidia e Antonio. Siamo in un gruppo numeroso, circa una trentina di persone, alcune delle quali purtroppo anche parecchio rumorose. Purtroppo è questione di fortuna. Come si dice, c'est la vie!!!
Dopo aver fatto la conoscenza con le nostre guide, veramente simpatiche e, come avremo modo di scoprire nel corso del percorso, molto professionali, queste ci danno alcune indicazioni su come comportarci dentro la grotta; dopo di che distribuiscono i caschi su cui verranno montate le lampade ad acetilene che serviranno per fare luce all'interno dellla grotta (ricordiamo che la grotta della Spipola è visitabile, ma non attrezzata con luci come altre grotte italiane). Essendo un gruppo molto numeroso tutti ovviamente hanno i caschi, ma non le lampade, per cui nel corso della visita ci disporremo in fila indiana alternando una persona con la luce e una senza. Dopo questo prologo ci incamminiamo imboccando il sentiero 802; scendendo possiamo notare sulla destra la dolina. Raggiunta l'entrata le guide ci spiegano come accendere la fiammella dei caschi e, dopo altre raccomandazioni comportamentali, entriamo finalmente nella grotta. Il primo tratto è costituito da una scalinata scavata nella roccia che porta alla prima sala, dove sostiamo per iniziare a capire le caratteristiche salienti della grotta. Subito ci è chiaro che veramente non siamo a Frasassi: le grotte come questa, scavate nel gesso, non hanno concrezioni spettacolari; la loro bellezza è più discreta e sta nel fatto che si riesce a vedere molto bene l'opera dell'acqua. Su un lato di questa prima sala questo aspetto è molto evidente. Dall'altra parte, invece, c'è una struttura di crollo; il soffitto è percorso per tutta la sua interezza da una spaccatura. In questa prima sala è posizionato il primo dei cinque rilevatori che si trovano nella grotta e che sono utilizzati per misurare la temperatura e l'umidità, parametri indispensabili per monitorare l'impatto ambientale dovuto alle visite: nel caso in cui questi valori uscissero troppo dalla norma la grotta verrebbe immediatamente chiusa. Proseguiamo e, poco dopo, arriviamo alla Sala del fango, una galleria di “interstrato” scavata cioè fra due strati di diversa natura: gesso e argilla. Il nome, con molta fantasia, evidenzia una delle caratteristiche principali della grotta della Spipola: la presenza costante di fango argilloso che rende la visita una vera e propria avventura e che comporta lo sporcarsi dalla testa ai piedi. Più avanti, sempre in questa sala. si possono ammirare sul soffitto i cosiddetti "mammelloni", delle concrezioni calcaree che si sviluppano attorno a un cristallo e che hanno la forma di una mammella. Procedendo si arriva dapprima allo scivolo, molto divertente, da fare appoggiati sul sedere, e quindi alla colata. Qui Lidia ci fa notare l'ennesima prova della stupidaggine umana: della colata, che nella forma originaria ricopriva interamente tutta la parete, rimane solo una parte. La grotta, un tempo, non era chiusa come adesso e quindi ci poteva entrare chi voleva: molti, purtroppo, l’hanno usata per farci dei festini e, come ricordo, si sono portati via dei pezzi di colata (magari per buttarli non appena usciti). Nel 1995, quando la grotta è stata finalmente chiusa, è stato necessario effettuare un'opera di bonifica veramente imponente: sono stati portate fuori dalla grotta circa 3 tonnellate di spazzatura e si sono dovute pulire a mano tutte le pareti, piene di scritte. Per fortuna l'ecosistema della grotta è riuscito a ristabilirsi!
Qui siano nella parte bagnata (beh, anche quella prima non è che fosse proprio secca). Proseguendo arriviamo al punto più impegnativo: il "toboga", un piccolo cunicolo di qualche metro da cui ci si cala per arrivare al punto finale della nostra visita, le condotte antigravitative, dove, una volta seduti, le guide ci fanno fare la prova del buio. Spegniamo quindi tutte le luci rimanendo in un buio totale, veramente impressionante.
Alcuni tour proseguono oltre alla volta del salone Giordani ma noi siamo in troppi e si è fatto tardi per cui torniamo indietro sui nostri passi, affrontando a ritroso, e con qualche difficoltà, il cunicolo in salita e quindi gli altri punti fino all'uscita della grotta; da qui, lungo il sentiero, risaliamo fino al punto di incontro. Ci guardiamo e siamo quasi irriconoscibili dal fango. Malgrado questo, è stata veramente un'esperienza unica, assolutamente fuori dagli schemi e che consigliamo a tutti.
Vivere bene
Fini Sport
Via Indipendenza 52
Bologna
Tel.+39 051246317
www.finisport.it
Per la visita alla grotta della Spipola è bene vestirsi con abiti e scarpe impermeabili. Chi non fosse attrezzato nel modo giusto può sopperire o usando vestiti "rovinati" che poi può tranquillamente buttare o acquistando gli indumenti adatti, che magari possono poi tornare utili in altri momenti. Per l'occasione, noi abbiamo acquistato per pochi euro degli ottimi copripantaloni in poliammide che si sono rivelati molto comodi da indossare e soprattutto da lavare e che poi abbiamo riciclato per andare in moto. Dove? Nel negozio Fini Sport di Via Indipendenza, dal 1938 sinonimo di abbigliamento sportivo, e non solo, a Bologna e provincia. Fini ha anche altri punti vendita:
Centroborgo - Via M. E. Lepido 186/26 - Tel. +39 051405883
Fini Sport 3 - P.zza VIII Agosto 4/d - Tel. +39 051247306
Spazio Bimbi - Via S. Giuseppe 1/c - Tel. +39 051243596
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