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Ti trovi in Itinerari Bologna > Altri itinerari > La Bora di San Giovanni in Persiceto
Foto e riassunto del percorso
Tipologia: itinerario naturalistico
Partenza: da Bologna
Come arrivarci: dalla parte Ovest dei viali di circonvallazione di Bologna prendere la Via Saffi che diventa in seguito Via Emilia Ponente. Proseguire sempre diritto per circa 8 chilometri; superata l’Ipercoop sulla sinistra, al semaforo svoltare a destra seguendo l'indicazione Verona e San Giovanni in Persiceto. Si è sulla Statale 568; percorrerla per 13,9 chilometri e, poco prima di San Giovanni, svoltare a destra al semaforo in direzione Sala Bolognese in Via Marzocchi. Dopo 900 metri, passato il cavalcavia, svoltare a sinistra e subito ancora a sinistra dove si giunge immediatamente all’accesso dell’area protetta.
Difficoltà del percorso: *
Tempo di percorrenza: circa 3 ore (con soste per l’osservazione)
Lunghezza del percorso: 1 km
Caratteristica: percorso andata e ritorno
Dislivello: da 383 a 668 m slm
Periodo consigliato: da Marzo a Novembre
Aspetti da segnalare : floristico, faunistico, bird-watching
Consigli pratici: munirsi di scarpe adatte a terreni umidi e fangosi. È consigliabile vestire indumenti mimetici per non spaventare la fauna circostante.
In breve: gli uccelli che si possono osservare alla Bora di San Giovanni in Persiceto
Nome dell’uccello Descrizione Periodo
Airone cinerino (Ardea cinerea) Collo lungo testa bianca con piume nere Tutte le stagioni
Airone bianco maggiore (Casmerodius albus) Completamente candido, becco giallo, zampe e piedi nero-verdastri Tutte le stagioni, ma in particolare da Settembre a Marzo
Nitticora (Nictycorax nictycorax) Tipicamente un uccello tricolore, con dorso nero, ali grigie, petto e testa bianchi Tutte le stagioni, ma in particolare da Maggio a Ottobre
Picchio rosso maggiore (Picoides major) Dorso nero, collare bianco, interno coda rosso Tutte le stagioni, ma in particolare da Ottobre a Giugno
Garzetta (Egretta garzetta) Piumaggio bianco, becco nero lungo e sottile, zampe nere e piedi gialli che diventano rossastri nel periodo riproduttivo Soprattutto da Aprile a Ottobre, ma è segnalata anche qualche presenza invernale
Cormorano (Phalacrocorax carbo) Scuro col mento e guance bianchi Tutte le stagioni
Martin pescatore (Alcedo atthis) Dorso azzurro-verde e petto arancione Tutte le stagioni, ma in particolare da Ottobre a Marzo
Germano reale (Anas platyrhyncos) Maschio: testa e collo di color verde acceso con collare bianco, coda bianca, zampe rosse.
Femmina: colori meno accesi, più omogenei su tutto il piumaggio
Tutte le stagioni, ma in particolare da Settembre a Marzo
Tufetto (Tachyibaptus ruficcollis) Corpo tozzo, collo corto, becco massiccio, macchia verde-gialla alla base del becco, gola biancastra Tutte le stagioni, ma in particolare da Marzo a Ottobre
Folaga (Fulica atra) Macchia bianca sulla fronte, becco bianco, piumaggio nero Soprattutto da Novembre a Febbraio, ma è segnalata anche qualche presenza in Primavera
Focus on

L’osservatorio astronomico
Se ci riportiamo sulla strada principale, ss 568, possiamo andare a visitare l’osservatorio astronomico di San Giovanni che si trova in Via Baciadonne 3. Imbocchiamo la via svoltando a sinistra, poco dopo essere entrati nel paese, subito dopo una chiesa che troviamo sulla destra. L’osservatorio fu inaugurato nell’autunno dell’84. Voluto fortemente dal Gruppo Astrofili Persicetani (GAP), che ottennero l’aiuto del comune e di alcune realtà private volontarie, l’osservatorio è aperto a chiunque voglia contribuire al suo sviluppo. Il GAP mette a disposizione l’osservatorio e il planetario per lo studio e la ricerca. Per visitarlo occorre prendere un appuntamento oppure ci si può recare liberamente il martedi o il venerdi. Il planetario ha una cupola di 9,1 metri di diametro e un proiettore Zen di circa 1500 stelle con a disposizione, per assistere allo spettacolo, 50 comodissime poltrone. L'Osservatorio sorge al centro di un'area verde comunale adibita a orto botanico, in cui è possibile trovare diverse piante (circa trecento) appartenenti soprattutto alla flora spontanea arborea ed arbustiva dell'Emilia Romagna. Sono presenti una collezione di meteoriti (oltre 300 sono gli esemplari provenienti da altrettante località), una collezione storica del Martinelli di storia naturale, una collezione di fulguriti, una raccolta di minerali fluorescenti, una raccolta di minerali e rocce dell'Emilia Romagna, una raccolta di sezioni d'albero in cui è possibile osservare gli effetti del clima sulla forma degli anelli di accrescimento. È presente anche un settore di microscopia ottica. Per prenotare una visita telefonare al numero 051827067.

Descrizione del percorso
La strada che percorro oggi è la Persicetana (SS 568) che si snoda da Bologna Borgo Panigale fino a San Giovanni in Persiceto. La Persicetana s’inoltra nella pianura tra le campagne di Bologna, Modena e Verona. Per raggiungere San Giovanni in Persiceto dai viali di circonvallazione di Bologna occorre percorrere una ventina di chilometri. Oggi ho deciso di visitare “La Bora” una zona umida di rimboschimento e riqualificazione ambientale, che si trova sulla SS 568 ad un chilometro circa dalle porte di San Giovanni. L’area non è particolarmente vasta: copre una superficie di 22 ettari e il nucleo è costituito da una raccolta d’acqua di circa 8 ettari di superficie derivante dal colmamento, per innalzamento della falda, di due bacini di cava. Oggi è una giornata di sole particolarmente piacevole e, nonostante sia Novembre inoltrato, la temperatura è estremamente mite. Sul luogo non c’è nessuno, la prima sensazione è quella di un ambiente quieto tra vegetazione spontanea e fauna libera. Questo territorio rappresenta un importante sito di sosta, rifugio, alimentazione e, in alcuni casi, di riproduzione per numerose specie di uccelli tipiche delle zone umide. Nidificano abitualmente: airone cenerino, garzetta, tuffetto, germano reale, folaga, gallinella, martin pescatore e, in particolare, la nitticora che ha occupato stabilmente la zona umida ed è presente regolarmente con circa 70 coppie. Ultimamente, ha fatto la sua comparsa anche il cormorano ed è proprio questa specie di uccello che si può vedere in tardo autunno poggiarsi sui rami che spuntano dal lago.
Lasciata la macchina nel parcheggio, imbocco subito il sentiero che si snoda a zag-zag tra le vasche artificiali ricavate dal terreno per favorire la conservazione e la riproduzione di anfibi e rettili. Intorno a questi acquitrini vi sono piccole aree protette dove viene sostenuta la conservazione e la ricrescita di piante che nel corso del tempo hanno subito gli effetti dannosi della trasformazione del territorio; in una delle tabelle informative si legge così: “Anche le piante tipiche delle zone umide, come gli animali hanno risentito negativamente delle profonde trasformazioni avvenute nella pianura negli ultimi quarant’anni. Tuttavia alcune specie si sono adattate a vivere in nuove situazioni e tollerano sfalci e triturazioni periodiche e acqua di scarsa qualità. Altre invece non sopportano o peggio non hanno sopportato questi drastici cambiamenti e difficilmente oggi si possono osservare in natura. È il caso dell’Erba Saetta (Sagittaria sagittifolia) così chiamata per via della foglia a forma di dardo o per la Calta Palustre (Caltha palustris) dal bel fiore giallo intenso o per la Coda di Cavallo Acquatica (Hippuris vulgaris) che cresceva ai margini delle zone umide dove le escursioni stagionali del livello dell’acqua selezionavano nel tempo queste piante(...)”. Dopo qualche metro s’incontra un casolare sulla destra: si tratta dell’ex fornace. Sulla sinistra c’è il primo punto di osservazione, una parete di legno e bambù mimetica con finestrelle che permettono un’esplorazione diretta sul lago. Successivamente il sentiero si dilunga per tutta la perimetrale del bacino artificiale per raggiungere gli altri punti di osservazione da cui si può scorgere, da diversi punti di vista, l’attività delle specie animali che vi sostano. Percorrendo il sentiero si arriva a un’area di rimboschimento molto importante: qui sono state messe a dimora oltre 8.000 latifoglie arboree ed arbustive a ricostruire un’area boschiva che si richiama al Querco-carpinetum boreo-italicum. L’area rimboschita è, ormai, completamente affrancata e presenta una notevole rinnovazione spontanea in corso.
A chiunque piaccia camminare silenziosamente tra vegetazione e fauna, con una particolare sensibilità per il mondo animale a vegetale, questo itinerario, a pochi chilometri da Bologna, offre la possibilità di inoltrarsi in una natura che sta pian piano riconquistando il suo spazio originario.
L’area è visitabile autonomamente ma, per chi fosse interessato ad approfondire, il Comune di San Givanni in Persiceto mette a disposizione guide esperte:
Centro Agricoltura Ambientale “G. Nicoli”
Via Marzocchi 16
40017 San Giovanni in Persiceto
Tel. 0516871051
Bere e mangiar bene
Antica trattoria di Sacerno
Via Di Mezzo Levante 2/b
Sacerno di Calderara di Reno (BO)
Tel. +39 0516469050
Chiuso la domenica sera e il lunedì
Tornando verso Bologna, dopo 8,1 km dal bivio che porta verso la Bora, ho svoltato a destra per Via di Sacerno, ho percorso 2 km e sono giunto al piccolo borgo di Sacerno dove, di fianco alla chiesa dall’omonimo nome, si trova una trattoria ideale per un bolognese che desidera mangiare pesce fresco immerso in un ambiente pieno di quiete, quella quiete che si trova solo fuori dalla città, in una tipica area campagnola distensiva col silenzio regalato dal vento e dal verso ipnotico degli animali da allevamento. La trattoria di Sacerno è un’ottima alternativa per chi ha voglia di mangiare il pesce senza dover andare al mare a consumarsi la tredicesima in un colpo solo! E questo restando comunque in un ambiente casalingo a contatto con la natura e a due passi dalla città. Tuttavia la trattoria non è del tutto fuori tema con l’ambiente in quanto è possibile mangiare anche pesce di lago allevato sul territorio; la qualità del prodotto è garantita dal Ministero delle Politiche Agricole e Ambientali e sul posto si possono richiedere informazioni sui prodotti ittici serviti: se sono freschi o congelati, se di cattura o acquacoltura, il mercato o luogo di provenienza e la data di cattura.
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